Il docente liquido, l’anchorman della scuola

È stata creata una nuova figura professionale nell’istruzione, ossia il docente liquido, o per essere più precisi l’anchorman della scuola.

Si tratta di un docente che non insegna, ma intrattiene gli alunni, fa il giocherellone, s’inventa giochi didattici, fa il saltimbanco cosi gli alunni si divertono. In parole povere è stata inventata la figura del babysitter scolastico. Questa figura si chiama docente liquido, ossia insegnante che ritiene che le conoscenze non servono più e che le competenze possono essere acquisite anche facendo a meno delle conoscenze.
È, ormai acclarata che gli alunni possono non studiare più perché le conoscenze non servono, ma possono, allo stesso tempo, essere competenti, senza sapere, senza avere cultura. Chissà come? Tutto nasce dalla didattica delle competenze, di cui si parlava da tempo, ma in maniera seria e professionale. Nella scuola di oggi di tutto si parla fuorchè di didattica degli apprendimenti.
Gli alunni possono apprendere anche senza conoscere, possono avere abilità, anche senza le conoscenze. Certo questa è la scuola di oggi, una scuola che non insegna più a leggere, a scrivere, a far di conto, ma sta diventando il luogo dove intrattenere gli alunni durante la giornata. Per fare questo c’è bisogno dei docenti, ma non di quelli che, un tempo, spiegavano, interrogavano, facevano verifiche scritte, mettevano voti. No.
Questa figura di docente è morta e sepolta per sempre. Ora c’è bisogno di un docente che faccia il presentatore, l’intrattenitore, il giocoliere, una sorta di Carlo Conti scolastico che abbia anche le caratteristiche di essere anche un prestigiatore che fa battute, provoca ilarità e diverte gli alunni. Tanto ormai gli studenti vanno a scuola non più per studiare ma per divertirsi. Sono inoltre molto stressati e, da qualche tempo circolano nelle aule dei giochini antistress. Gli alunni sono stressati già da piccoli e i docenti non sono altrettanto stressati da grandi?
Fatto sta che la scuola seria è finita, anzi la politica ha voluto che la scuola finisse. Oggi, purtroppo, i genitori si preoccupano soprattutto non che il proprio figlio vada a scuola per apprendere e diventare il protagonista della società del domani, ma dove deve essere lasciato perché loro entrambi lavorano.
La scuola non è un parcheggio, la scuola è il luogo di formazione ed educazione delle nuove generazioni, la scuola dà le basi affinchè gli alunni sappiano un domani (con le conoscenze e le competenze) essere protagonisti della società e sapersi muovere liberamente nella vita e nel mondo del lavoro.
Il docente liquido è colui che intrattiene e fa sviluppare negli alunni le capacità logiche e intuitive del saper fare.
Purtroppo, si deve ammettere che è passata sottogamba al Miur la “famosa” lettera che 600 docenti universitari hanno scritto lanciando l’allarme sull’assenza di abilità di lettura e di scrittura degli studenti. Se ne è parlato per alcuni giorni poi…silenzio tombale! Qualche giorno fa il noto storico Ernesto Galli della Loggia ha lanciato un altro allarme sulle promozioni facili, prendendo spunto dall’episodio accaduto ad un docente che è stato sanzionato dal Dirigente Scolastico perché “stretto” di voti.
Ebbene per la scuola seria e professionale la bocciatura è un campanello di allarme per l’alunno che viene spronato a fare meglio, per la scuola liquida no, perché la scuola liquida e, quindi il docente liquido prescinde dalle conoscenze ed essendo “largo” di manica promuove tutti. Ma la promozione di massa dove ci sta portando? Verso la società degli asini.

di: Mario Bocola

da: www.tecnicadellascuola.it

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By | 2017-05-05T09:48:40+00:00 maggio 5th, 2017|Didattica, Eventi, Formazione, Insegnanti, News, Recensioni, Scuole, Studenti, Tecnologia|1 Comment

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One Comment

  1. Maria Usai 6 maggio 2017 at 11:21 am - Reply

    Tra due anni dovrei andare in pensione. Ma fintanto che ci sono, voglio continuare a essere una docente solida. Anche perchè non vorrei passare all’ulteriore stadio della materia ed evaporare: cosa che alla scuola italiana è, ahimè, già capitata…

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