Paolo MaschiettiCome sta cambiando la scuola italiana alla luce delle nuove tecnologie digitali? E come cambierà il sistema di insegnamento?

Per incominciare a rispondere a questi interrogativi, “Daily Green” ha seguito il seminario di formazione “La didattica delle competenze” che si è svolto lo scorso 15 aprile al Liceo Visconti di Roma.

Nella sua introduzione, la dirigente Clara Rech ha sottolineato come intorno al tema delle competenze si sia sviluppato un dibattito particolarmente vivo, specie in riferimento alla trasmissibilità delle conoscenze nel contesto dei mutamenti metodologici che stanno attraversando la scuola italiana.

E proprio in una fase come questa, caratterizzata dal passaggio dal cartaceo al digitale, è importante assicurare la massima cura nel rinnovamento del corpo docente e dei sistemi d’insegnamento in quanto “le conoscenze, avulse dalla realtà concreta, non hanno molto significato così come le competenze didattiche, senza le conoscenze, hanno scarso valore pratico”.

Dopo la dirigente del Visconti, ha preso la parola Sergio Saviori, attualmente consulente didattico-editoriale ed ex docente, che ha evidenziato in primo luogo come le competenze si acquisiscano, dapprima con la formazione professionale e, successivamente, con l’esperienza concreta sul lavoro.

Sergio Saviori ha quindi rimarcato come le competenze siano più facilmente acquisibili se, da un lato, l’apprendimento è facilitato dal piacere di imparare (e quindi da una componente affettivo-psicologica) e, dall’altro, se vengono continuamente sottoposte a verifica nel corso del tempo.

Dopo questa doverosa premessa, Sergio Saviori ha illustrato il processo di acquisizione delle competenze indicando “nell’organizzazione delle attività cognitive e nell’applicazione delle stesse (per cui laboratori di ricerca e didattica di progetto) il cardine fondamentale”. E in questo, le nuove tecnologie offrono numerosi esempi di come si possa contribuire all’acquisizione e allo sviluppo delle competenze.

Per cui, coinvolgimento delle persone e approccio motivante.

È quindi intervenuta Laura Rossi di Mondadori Education che ha illustrato concretamente come organizzare le materie di studio in chiave digitale.

In particolare, l’attenzione della relatrice si è soffermata sulla presentazione di alcuni strumenti utili per le competenze delle discipline umanistiche. Partendo dalle linee direttive fissate dalla strategia di Lisbona che indica nell’istruzione la chiave principale per un’economia di sviluppo e per la formazione di una compiuta cittadinanza europea, Laura Rossi ha illustrato le principali competenze scolastiche “nella comunicazione nella propria madrelingua, nelle lingue straniere, nella matematica, nella tecnologia, nella capacità d’imparare, nelle conoscenze sociali e civiche, nello spirito d’imprenditorialità e nell’espressione culturale”.

In ultima istanza, e proprio alla luce della crisi economica che stiamo attraversando, anche “la competenza in materia finanziaria”. Dopo aver illustrato le principali competenze scolastiche fissate nei documenti europei, la relatrice ha affrontato la tematica di come organizzare la didattica delle competenze. E ha individuato, grazie a tutta una serie di strumenti che il Ministero e gli editori stanno approntando, nell’invenzione di attività e nell’apprestamento di progetti di didattica la chiave principale per favorire questo processo di sviluppo passando in rassegna una vasta ed esauriente panoramica di esempi, sempre in chiave digitale, che si possono realizzare nelle materie umanistiche come la storia, la letteratura e la filosofia.

Ha concluso il seminario Paolo Maschietti, dell’agenzia editoriale Seprom, che ha invece affrontato la problematica di come le tecnologie digitali possano essere un aiuto importante per l’organizzazione della didattica dei professori nella nuova scuola italiana.

Paolo Maschietti è partito dal seguente interrogativo: come evolvono le competenze digitali nel nuovo contesto di apprendimento tecnologico? Facendo perno sull’art. 11 del Decreto Sviluppo, legge 221 del 12 dicembre 2012, il relatore ha sottolineato come il tradizionale libro, come siamo abituati a conoscerlo, viene superato per introdurre una logica cartacea/digitale con un’ulteriore parte riguardante contenuti digitali integrativi.

È il segnale che germi d’innovazione si stanno muovendo nel mondo della scuola grazie al Piano scuola digitale. Dal 2014, infatti, spiega sempre Paolo Maschietti, i nuovi libri di testo saranno strutturati nella seguente maniera: una parte più propriamente manualistico-descrittiva (cartacea/digitale) e una parte d’esercitazioni (unicamente digitale).

Questo, ovviamente, porterà a una riduzione della foliazione dei libri e alla realizzazione di piattaforme digitali d’apprendimento. E quindi, come definire la metodologia di insegnamento del XXI secolo? Come reperire il materiale di studio per gli allievi? E qual è il ruolo dell’editore?

Qui si apre tutto un filone legato al ruolo futuro dell’editore visto come mediatore culturale tra la scuola, la tecnologia e gli addetti ai lavori. Paolo Maschietti ha quindi illustrato, con esempi pratici, come gestire la classe virtuale che è l’ambiente dove gli insegnanti coordinano le attività di studio: contenuti educativi, organizzazione delle materie e valutazione delle prove degli allievi nella piattaforma digitale con la possibilità di ricevere i test di valutazione e come correggerli in tempo reale. In ultima battuta, ha precisato lo stesso Paolo Maschietti, “il nostro interesse in questa fase di transizione della scuola è essere al fianco dei docenti al fine di gestire al meglio il passaggio dalla vecchia alla nuova scuola italiana”.

di: Simone Morichini

da: www.dailygreen.it