pon2014-2020Personale scolastico: Il Dirigente scolastico non può svolgere altre funzioni, oltre quelle già previste, nell’ambito dei progetti PON.

Da più parti pervengono quesiti in merito alla possibilità o meno del Dirigente Scolastico di poter svolgere il ruolo del progettista in ambito FESR.
In merito ho già espresso tutte le mie perplessità, ed oggi provvedo a pubblicare tutti i riferimenti normativi utili a giustificare la posizione assunta con riferimento alle seguenti aree tematiche:

a) Il ruolo e le funzioni del Dirigente scolastico in ambito PON;
b) omnicomprensività dei compensi ed attività aggiuntive dei Dirigenti Scolastici;
c) le disposizioni europee in materia di affidamento degli incarichi a personale interno.

Nell’affrontare l’argomento, dunque, non si può non partire tenendo in considerazione quanto previsto dal Manuale di gestione dei Fondi Europei su compiti e funzioni riservate al Dirigente Scolastico:

Il Dirigente Scolastico è responsabile dell’attività complessiva e presiede il gruppo operativo di Piano. 

In tale veste il Dirigente Scolastico potrà proporre, in ordine all’azione prevista, orientamenti di ordine educativo e formativo in funzione dell’interazione fra gli obiettivi del piano e l’attività istituzionale complessiva della scuola.

Avrà, inoltre, il compito di curare l’attuazione di tali orientamenti – una volta deliberati in ambito collegiale.

Il Dirigente scolastico avrà, altresì, cura di perseguirli e di portare a conoscenza degli OO.CC. – in itinere e nella fase finale dell’azione – gli obiettivi formativi raggiunti, la ricaduta positiva sui “curricula” scolastici degli alunni della scuola, il superamento delle criticità evidenziate nel “Piano di Istituto”.

La direzione ed il coordinamento del Piano, pertanto, è di precipua competenza del Dirigente Scolastico e pertanto non è possibile delegare ad altri la Direzione/coordinamento del Piano per assumere altri incarichi all’interno del Piano Integrato di Istituto.

La partecipazione del Dirigente Scolastico (ed anche del DSGA) al Gruppo Operativo di Piano deriva, infatti, dal ruolo svolto all’interno dell’istituzione scolastica.

Fermo restando che non è mai possibile delegare tale funzione  a terzi estranei alla scuola, qualora il Dirigente Scolastico per motivi organizzativi o di forza maggiore deleghi ad un collaboratore la funzione di Direttore/Coordinatore, il collaboratore ne assume l’incarico e diventa, di fatto, anche membro titolare del Gruppo Operativo di Piano.

A sua volta il delegato non potrà, per il ruolo conseguente che deve rivestire, assumere altri incarichi all’interno del Piano.

Si precisa che, anche in caso di delega, la eventuale partecipazione al Gruppo Operativo di Piano da parte del Dirigente Scolastico è, comunque, in questo caso, a titolo personale e gratuito.

Si esclude, inoltre, che possa svolgere diretta attività di esperto e di tutor nei percorsi formativi previsti dal Piano Integrato di Istituto così come non potrà svolgere attività, ove prevista, di formazione dei docenti salvo interventi di collegamento tra l’azione programmata e le finalità complessive della scuola.

La percentuale prevista per il dirigente scolastico, nella sua funzione di Direttore/coordinatore del Piano, va calcolata sul costo complessivo del Piano decurtato delle voci di accompagnamento opzionali. Tale percentuale, come quella prevista per il facilitatore ed il referente per la valutazione, comprende anche la partecipazione al Gruppo Operativo di Piano.

L’importo derivante dalla percentuale a favore della Direzione/Coordinamento deve essere, comunque, quantificata in ore in quanto, per il Fondo Sociale Europeo, non sono ammissibili compensi forfetari ma tutto deve essere parametrato in ore.

La partecipazione al GOP potrà essere, pertanto, parte della documentazione (Verbali delle riunioni) dell’impegno orario dedicato al Piano.

Il Dirigente Scolastico, nel rispetto dei criteri proposti dal Collegio dei Docenti e sulla base delle graduatorie derivanti dalla valutazione dei C.V: provvede a nominare gli esperti, i tutor, il referente per la valutazione ed il facilitatore.

Per quanto concerne il secondo ambito, si riporta quanto segue:

 

Nei confronti dei Dirigenti Scolastici si applica la disciplina delle incompatibilità e degli incarichi extra istituzionali di tutti i dipendenti con il rapporto di lavoro pubblico, come delineato dall’art. 53 del D.L.vo 165/2001.

Precedenti (e simili) disposizioni sulle incompatibilità e cumuli d’impieghi si trovano nell’art. 60 del T.U. 3/57 e nell’art. 508 del T.U. 297/94: è esclusa per le pubbliche amministrazioni la possibilità di conferire ai dipendenti pubblici incarichi “non compresi nei compiti e doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da legge o altre fonti normative, o che non siano espressamente autorizzati”.

Anche il comma 5  art. 53 del dlgs 165/01,  consente eventualmente l’autorizzazione all’esercizio di incarichi secondo “criteri oggettivi e predeterminati” che tengano conto della specifica professionalità e siano tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto sia di fatto nell’interesse del buon andamento della pubblica amministrazione.

 

La disciplina degli incarichi aggiuntivi ricoperti dai Dirigenti scolastici è contenuta nell’art 26 del CCNL 1/3/2002, nell’art.19 del CCNL dell’Area V del 11/4/2006, con qualche precisazione nell’art. 10 del CCNL del 15/07/2010.
Tale disciplina è improntata al principio di onnicomprensività del trattamento economico previsto dall’art. 24 del D.lgs n.165/2001.
Il trattamento economico attribuito ai dirigenti ” … remunera tutte le funzioni ed i compiti, nonché qualsiasi incarico ad essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito dall’amministrazione presso cui prestano servizi su designazione della stessa; i compensi dovuti dai terzi sono corrisposti direttamente alla medesima amministrazione e confluiscono nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza”.

Dal principio di onnicomprensività discende l’obbligo per i dirigenti scolastici di versare al fondo regionale destinato a finanziare il trattamento economico accessorio della dirigenza, una quota parte dei compensi eventualmente percepiti (al lordo delle ritenute) relativi allo svolgimento degli incarichi extraistituzionali, conferiti dalla propria amministrazione, da altre amministrazioni o da terzi.

L’art.19 del CCNL 11/4/2006, distingue gli incarichi aggiuntivi dei dirigenti scolastici in tre categorie:
A)    incarichi aggiuntivi obbligatori (art.19 comma 1);
B)    incarichi aggiuntivi non obbligatori, conferiti ai sensi dell’art.53, comma 6, del D.L.vo n.165/2001 (art.19, comma 2);
C)    incarichi aggiuntivi non obbligatori, assunti sulla base di finanziamenti esterni, (art.19, comma 3);
D)    incarichi aggiuntivi conferiti ex art.19, comma 4, del CCNL 11/4/2006.

 

Per quanto concerne il tema trattato si riporta il solo punto C:

  1. C) Incarichi aggiuntivi non obbligatori assunti sulla scorta di finanziamenti esterni di cui all’art.53 del D.L.vo n.165/2001 (19 – comma 3)
    I dirigenti scolastici possono assumere incarichi, non obbligatori, in funzioni del loro ufficio dirigenziale, sulla base di deliberazioni assunte dagli organi scolastici competenti, per l’attuazione di iniziative e/o per la realizzazione di programmi specifici con finanziamenti esterni, quali ad esempio, Fondo Sociale Europeo, Fondi strutturali, risorse dagli EE.LL. IFTS etc.

Tali incarichi devono essere preventivamente autorizzati dalla direzione scolastica regionale.
CCNL PERSONALE AREA V art. 19 comma 3:  “Qualora gli incarichi aggiuntivi siano assunti sulla base di deliberazioni degli organi scolastici competenti, per l’attuazione di iniziative e per la realizzazione di programmi specifici con finanziamenti esterni, il compenso è determinato in una quota, da corrispondere direttamente, pari all’80%. Il residuo 20% confluisce ai fondi regionali in attuazione della onnicomprensività della retribuzione”.

Le Note Miur, prot. 16139 del 6 ottobre 2008, e prot. 11130 del 30 settembre 2008 chiariscono che i compensi spettanti ai Dirigenti scolastici partecipanti ai P.O.N. devono essere liquidati integralmente agli stessi dirigenti, depurati delle ritenute previdenziali ed assistenziali, diversamente da quanto stabilito dall’art.19, comma 3 del CCNL 11 aprile 2006 che destinava il 20% di tale compenso al Fondo regionale.

L’art.53, comma 7, del D.L.vo n.165/2001, pone come condizione per lo svolgimento degli incarichi esterni la preventiva autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza, vale a dire da parte della direzione scolastica regionale.

L’autorizzazione è necessaria per tutti gli incarichi retribuiti, ad eccezione di quelli obbligatori e di quelli attribuiti direttamente dall’Amministrazione di appartenenza o su designazione della medesima, nonché per gli incarichi relative alle attività previste dall’art. 53, comma 6, del Decreto Legislativo n.165/2001.

La richiesta di autorizzazione deve essere inoltrata dal dirigente interessato oppure dai soggetti pubblici o privati che intendono conferire l’incarico e deve contenere il nome del dipendente al quale viene proposto l’incarico, l’oggetto dell’incarico, il periodo previsto per il suo svolgimento e l’importo del compenso.

 

Il dirigente, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, deve produrre una prima dichiarazione nella quale deve essere evidenziato l’eventuale contemporaneo svolgimento di altri incarichi già conferiti e/o autorizzati e una seconda dichiarazione nella quale sia specificato l’impegno ad assolvere i doveri di ufficio ed agli obblighi derivanti da eventuali altri incarichi conferiti dalla stessa istituzione scolastica di titolarità e che espletamento del nuovo incarico non arrecherà pregiudizio alle esigenze di servizio della struttura di appartenenza.

L’autorizzazione deve essere concessa non oltre 30 giorni dalla ricezione della richiesta di autorizzazione. Decorso il termine per provvedere, l’autorizzazione, se richiesta per incarichi da conferirsi da amministrazioni pubbliche, si intende accordata (silenzio-assenso; in ogni altro caso, si intende negata).
Nel caso in cui l’incarico sia giudicato incompatibile con il rapporto di lavoro l’autorizzazione è negata con adeguata motivazione.

 

Tali norme, sono richiamate anche dalle recenti Linee Guida emanate dal MIUR per l’attuazione dei progetti FESR:

Prot. n. AOODGEFID/1588 Roma, 13/01/2016

In considerazione dell’estrema rilevanza che la materia degli appalti riveste a livello comunitario è, infatti, necessario prestare la massima attenzione nell’attuazione di tali procedure. Invero, il rispetto della disciplina afferente le procedure di evidenza pubblica, ai fini della selezione del soggetto al quale affidare l’appalto, forma oggetto di costante controllo da parte degli organismi comunitari e le Autorità nazionali sono chiamate a garantire la corretta gestione degli appalti.
Peraltro, la non corretta applicazione della normativa in materia di appalti può comportare la totale inammissibilità della spesa dei relativi progetti o l’applicazione di tagli forfettari definiti dalla Commissione Europea.

le Linee guida e i relativi allegati sono uno strumento utile per tutte le Istituzioni Scolastiche ove si debba fare ricorso a procedure selettive ai fini dell’acquisizione di servizi e forniture per la realizzazione di progetti finanziati con fondi strutturali.

SCHEDA 5 – PROCEDURA PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI NELL’AMBITO DEI PROGETTI
A. Premessa
Per personale interno si intende il personale che lavora alle dipendenze dell’Istituto Scolastico che conferisce l’incarico.
Per personale esterno si intende il personale in servizio presso altri Istituti scolastici o soggetti esterni al
comparto scuola, lavoratori autonomi o dipendenti.
Per lo svolgimento dei compiti nell’ambito dell’area amministrativo-gestionale, solo il personale interno può
essere chiamato a dare il proprio contributo, senza previo esperimento di una procedura comparativa.
Per lo svolgimento di alcune attività progettuali specifiche (quali, a titolo esemplificativo, progettazione, collaudo, spese organizzative e gestionali, piccoli adattamenti edilizi,) l’istituzione scolastica deve preliminarmente rivolgersi al personale interno e solo una volta accertata l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno, rivolgersi al personale esterno.

  1. Il primo atto da predisporre per la selezione di personale interno: l’avviso di selezione
    Il conferimento dell’incarico al personale interno deve avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.

Ciò comporta che l’incarico possa essere conferito soltanto in seguito all’espletamento di una specifica procedura. Pertanto, il primo atto da predisporre è l’avviso di selezione.
L’avviso deve necessariamente contenere le seguenti informazioni:

oggetto dell’incarico;

tipologia di conoscenze e competenze richieste per l’assolvimento dell’incarico;

criteri di comparazione dei curricula con relativo punteggio;
A ciascun criterio deve essere attribuito un punteggio.
L’avviso deve essere affisso all’Albo dell’Istituto per almeno 15 giorni.

La selezione del personale è effettuata dal Dirigente mediante la comparazione dei curricula pervenuti.
La comparazione avverrà mediante l’attribuzione del punteggio predeterminato in relazione ai singoli criteri
definiti nell’avviso.
A conclusione della comparazione, il Dirigente provvederà alla formazione della graduatoria di merito provvisoria che diverrà definitiva il quindicesimo giorno dalla data della sua pubblicazione nell’albo della scuola. Trascorsi 15 giorni sarà data comunicazione del candidato vincitore cui verrà affidato l’incarico mediante provvedimento del Dirigente.

(Nel caso in cui il dirigente partecipasse alla selezione vi sarebbe un evidente conflitto d’interesse).

  1. Anagrafe delle prestazioni
    Il conferimento dell’incarico deve essere comunicato in via telematica, nel termine di quindici giorni, al Dipartimento della funzione pubblica con l’indicazione dell’oggetto dell’incarico e del compenso lordo, ove previsto. La comunicazione è accompagnata da una relazione nella quale sono indicate le norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati, le ragioni del conferimento, i criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti e la rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell’amministrazione, nonché le misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa.

Box 51 – Anagrafe delle prestazioni
Ai sensi dell’art. 53, comma 12 del D.Lgs. n. 165/2001 le amministrazioni pubbliche che conferiscono o
autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito, ai propri dipendenti comunicano in via telematica, nel
termine di quindici giorni, al Dipartimento della funzione pubblica gli incarichi conferiti o autorizzati ai
dipendenti stessi, con l’indicazione dell’oggetto dell’incarico e del compenso lordo, ove previsto. La
comunicazione è accompagnata da una relazione nella quale sono indicate le norme in applicazione delle
quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati, le ragioni del conferimento o dell’autorizzazione, i criteri
di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati e la rispondenza dei medesimi ai
principi di buon andamento dell’amministrazione, nonché le misure che si intendono adottare per il
contenimento della spesa. Entro il 30 giugno di ciascun anno e con le stesse modalità le amministrazioni
che, nell’anno precedente, non hanno conferito o autorizzato incarichi ai propri dipendenti, anche se
comandati o fuori ruolo, dichiarano di non aver conferito o autorizzato incarichi.

 

di: Corrado Izzo

da: www.legalitanellascuola.blogspot.it

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