Lanusei_02lLANUSEI: Classe cancellata, per il ministero gli alunni sono troppo pochi.La mobilitazione di ragazzi, docenti e genitori: «Negato il diritto allo studio»

Il classico è finito, andrebbe bene lo scientifico? Il prossimo anno la quinta ginnasio del Cristoforo Mameli di Lanusei non diventerà prima liceo. Lo ha deciso il provveditorato agli studi di Nuoro. Manca il numero minimo di alunni, diciotto, per formare una classe. Alunni, docenti e genitori preparano la battaglia per il diritto allo studio. Pronti a resistere. Come i Trecento alle Termopili, ma sono solo in undici.
PICCOLI NUMERI Finita la scuola, per avere la pace bisogna preparare la guerra. Il percorso scelto due anni fa dagli studenti non ha via d’uscita, è chiuso da una variabile ministeriale. «Siamo determinati a vincere la nostra battaglia perché anche nel mondo della tecnologia l’avvenire è di chi sa ragionare, proprio quello che ci garantisce una preparazione umanistica».
La sorte scolastica della moritura prima A è legata a quella della stessa scuola. La mancata attivazione della prima liceo metterebbe a rischio la sopravvivenza dello storico ginnasio-liceo. Istituto fuori moda, vittima di un crollo verticale di iscritti, di diffusi pregiudizi sul valore formativo della cultura classica. Un’istituzione in lenta ripresa negli ultimi due anni.
GLI ALUNNI Gli studenti del Mameli sono materiale resistente, coraggiosi che scelsero la via più difficile verso il diploma. «Eravamo consapevoli – scrivono Arianna Usai, Roberta Murru, Claudia Cannas e Giorgia Loddo – che non sarebbe stato facile. Per questo motivo, in questo momento siamo più determinati che mai a sperare per il nostro futuro. Cultura e futuro. Questi sono i traguardi che latino e greco ci garantiscono di raggiungere».
MAMME E PAPÀ I ragazzi chiedono il rispetto del diritto allo studio, lo fanno insieme ai loro genitori. Le mamme hanno scritto al provveditore e ai sindaci. «Siamo indignati. Riteniamo inaccettabile che i nostri figli siano costretti a frequentare una scuola diversa da quella che hanno scelto. Saranno costretti a scegliere un altro indirizzo di studi, lontano dai loro interessi, dalle loro attitudini e dalla formazione ginnasiale».
LE PROFESSORESSE I docenti di latino e greco sono due volte discriminati. Al classico sono costretti a lasciar spazio a docenti laureati in Lettere moderne, non abilitati, mentre sono esclusi, seppure abilitati, dall’insegnamento del latino allo scientifico. «Perché si parla di scuola di qualità se la qualità viene calpestata e sacrificata agli interessi dei più numerosi – scrivono al ministro Maria Giovanna Lai e Barbara Tavera – le numerose circolari, emanate senza una base legale dai suoi colleghi, ci impediscono di fare il lavoro per cui abbiamo tanto studiato a vantaggio di chi ha dalla sua parte solo il potere dei numeri».

di: Simone Loi

da: www.unionesarda.it