TabletInizialmente non ero favorevole alle app come metodo di apprendimento. Mi sembravano in contrasto con i libri, con le attività manuali in stile Montessori.

Molto sinceramente devo ammettere che il mio era un pregiudizio, una valutazione a priori senza averle provate.
Ho iniziato scaricandone alcune sul telefonino. Le sceglievo io, le installavo e le provavo prima di sottoporle ai bambini. Se non mi piacevano, le disinstallavo senza nemmeno informarli. Valuto l’utilità educativa, la possibilità che stimolino curiosità verso un argomento, la grafica e la presenza di pubblicità. Ne abbiamo trovate molte interessanti e gratuite, ma la capacità di memoria del mio telefono è limitata. Serviva un tablet.
Abbiamo comprato il tablet proprio da poco. Dopo qualche giro nei negozi di elettronica e sui siti con le opinioni dei consumatori avevamo il dubbio tra due modelli di marche note. A me dispiaceva dare in mano ai bambini degli apparecchi costosi e non volevo nemmeno spendere un capitale.
Alla fine siamo entrati in un supermercato convinti di comprare un marca di alto livello e siamo usciti con tutt’altro. E’ stato l’addetto alle vendite a farci cambiare idea.
I parametri di scelta secondo me sono:
– il budget che avete a disposizione (nel fissarlo pensate a dove i bambini useranno il tablet: a casa? a scuola? sempre sotto la vostra supervisione?);
– la qualità grafica (sulle app sempliciotte non si nota, ma su quelle realistiche che usano fotografie si vede subito), chiedete di vedere anche solo le immagini di sfondo o una app installata e vi rendete conto immediatamente;
– la connessione (se è solo Wi-Fi e non lo avete in casa, dovete sapere dove andare per scaricare o navigare; noi non lo abbiamo in casa, ma è free in biblioteca; questo permetteva a mio avviso due vantaggi: 1) i bambini potevano giocare come volevano con le app gratuite senza rischiare di aprire siti di pubblicità o scaricare involontariamente la versione a pagamento, 2) siccome in biblioteca ci andiamo insieme, avrei potuto sorvegliare l’uso di internet – considerate che i miei bambini sono molto piccoli);
– la licenza GooglePlay per scaricare le app, stando a quanto diceva l’addetto del supermercato, non tutti i tablet la hanno.
Sulla base di questi parametri abbiamo scelto una marca non famosa per una spesa di 79 euro.
Se la vostra decisione è su tablet sì o tablet no ai bambini, vi posso dire che l’arrivo della Wii in casa nostra è stata un fiasco totale e sono contenta di averla comprata usata in un negozio che eventualmente la riprendere. Non posso dire che i bambini si rifiutino di usarla, ma è un tipo di gioco che li innervosisce. A giudizio di amici più esperti di noi, tutto sta nel tipo di giochi scelti: alcuni richiedono una abilità che si apprende solo stando molto tempo a giocare.
A scuola le insegnanti hanno suggerito dei siti con giochini didattici, quindi l’interesse verso le app già c’era. Il convegno a cui ho assistito mi ha convita che la tecnologia sia una scelta in più, da allora infatti ho iniziata a divere diversamente anche il materiale qui sul blog: attività, risorse e libri. Sono categorie separate e vi assicuro che dopo mesi di giochi con le app non si è creata nessuna concorrenza tra le scelte: i bambini mi chiedono i libri negli stessi momenti di prima, così come di creare giochi o “lavoretti”. Le app hanno preso uno spazio pausa-ripasso.

Come ho scritto qui sul blog per l’app delle tabelline, io preferisco un gioco alle tante schede noiose se si tratta di ripassare. Piano piano vi segnalerò tutte quelle che abbiamo trovato per disegnare, curiosare nel mondo scientifico, sperimentare. E’ una bella opportunità in più, da valutare e controllare come tutti (anche di libri ce ne sono di orrendi!).

 

da: www.scuolainsoffitta.com