Un iBook sul dibattito “Legge o Diritto di Natura. Dall’antica Grecia al caso Welby”.

L’uso del libro digitale a scuola

Prendo spunto da un provocatorio articolo di Leonetti su Medium per riflettere sul potenziale uso di testi in formato digitale a scuola.

Non voglio parlare dello stato disastroso dell’attuale editoria scolastica digitale: è facile criticare la mera trasposizione su supporti digitali dei formati pdf dei tradizionali libri cartacei. A parte il risparmio sulla fatica di portarsi a scuola i manuali cartacei, non si capisce bene l’utilità di un manuale cartaceo digitalizzato.

Possiamo solo intuire dalle poche esperienze di libri pensati, progettati e realizzati in digitale (per dirla con Leonetti) le potenzialità formative di testi digitali pensati per un uso didattico.

Ciò che ho in mente è la creazione da parte dei docenti di libri digitali per i propri studenti. Non mi sto riferendo alla creazione di interi manuali digitali che scimmiottano quelli “seri”; nè alla realizzazione di eBook in cui si presentano i risultati di lavori di rierca da parte degli studenti (come il lavoro svolto dai miei studenti con l’eBook sul Basso Medioevo); quanto piuttosto alla creazione di veri e propri piccoli eBook che trattino singoli argomenti o UdA.

La creazione di eBook didattici ha il suo valore aggiunto nell’uso della multimedialità e delle immense risorse della Rete a fini di apprendimento (1). Piuttosto che rifare il vecchio manuale, in digitale, la realizzazione di eBook/iBook autorali permette di ricreare i contenuti manualistici, dando loro nuova vita, e di arricchirli facendo uso del nostro background culturale o utilizzando in modo didatticamente spendibile e controllato materiali disponibili in Rete, selezionate e validate dal docente.

L’uso della multimedialità (audio, video, realtà aumentata, Presentazioni) e della Rete permette di uscire dalla sequenza lineare del testo per attingere a risorse testuali, audio e video che hanno bisogno di tempi lenti e più meditati di fruizione, oltre che personalizzabili (leggere il testo di Sofocle piuttosto che guardarne una messa in scena teatrale, per. es.; entrare nella sala di un castello, visitandolo con la Realtà aumentata, ecc.); permette di sfruttare l’impatto emotivo delle immagini o di scene filmiche per rendere memorabili i concetti, che altrimenti risultano cognitivamente astratti e meno impressivi, ecc.

Le applicazioni per fare questo lavoro ci sono già, sono a disposizione di qualsiasi docente appena “alfabetizzato” tecnologicamente. iBook AuthorePubEditoreBook creator ecc., sono solo alcune delle applicazioni che mettono alla portata di qualsiasi docente un set di strumenti intuitivo (e che si può apprendere in poco tempo) per realizzare lavori anche di un certo spessore.

Dato che non mi piace teorizzare sul (e sfruttare il) faticoso lavoro di altri, ho provato a cimentarmi nel progettare e realizzare un ebook per i miei studenti di terza. Per la realizzazione ho usato iBook Author, applicazione autorale nativa per Mac, che ha il grande limite (ahimè!) di poter essere fruito in pieno solo con i dispositivi Apple!


L’iBook “Legge o Natura”

La Filosofia affronta problemi e dilemmi che hanno la caratteristica peculiare di tornare e ritornare continuamente ponendoci di fronte alla necessità di prendere posizione e di fare delle scelte. Il problema del possibile conflitto tra legge positiva e diritto di natura è uno di questi. Sotto forme diverse il dilemma attraversa i secoli ripresentandosi oggi nel dibattito bioetico.
Partendo da un dibattito antico (quello svoltosi nell’Atene del V secolo) in questa unità tematica attraversiamo il tempo per vedere riemergere il dilemma legge/diritto in un caso di specie molto vicino a noi: il caso Welby.

Si tratta di una piccola UdA pensata per approfondire un tema specifico, offrendo agli studenti una pluralità di fonti da leggere, guardare, ascoltare ed utilizzare per prendere una posizione informata e critica sul problema. Il lavoro si presta ad attività di aprendimento individuale o ad attività di lavoro di gruppo. L’UdA si conclude, in genere o con un’attività in classe, in formato Debate, in cui le diverse posizioni emerse possono confrontarsi; oppure con una discussioneon line, (con la mia classe utilizziamo a questo scopo la piattaforma Schoology).

Il file è scaricabile in due versioni: iBook (282 M), con tutte le funzionalità; e pdf navigabile solo via link interni al testo.

Direi che le due versioni sono anche una (piccola, per carità!) prova della differenza sostanziale fra un libro in pdf ed uno pensato e costruito per la lettura digitale. Le potenzialità sono enormi: si possono con un po’ di creatività e artigianato tecnologico creare libri interattivi, multimediali e con attività molteplici, che permettano ai nostri studenti (rimanendo a contatto con la parola scritta) di ampliare i canali di apprendimento e di arricchire la quantità di informazioni e di fonti (anche andando oltre la propria disciplina) suggerendo piste di ricerca, piste di lettura transdisciplinari in modo guidato (senza farli disperdere nel mare magnum della Rete!); dando a ciascuno studente se vuole la possibilità di approfondire, secondo le proprie curiosità, le proprie esigenze, senza forzature e imposizioni che inibiscono piuttosto che favorire l’apprendimento.

Naturalmente si tratta di assaggi sperimentali, e molti, con più creatività e sapienza tecnologica di quanta ne abbia io, potranno fare di meglio e di più.

di: Pietro Alotto

da: www.medium.com

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