lavagnaIl Piano Nazionale Scuola Digitale compie i primi passi

e, nonostante le perplessità espresse dall’OCSE (Organizzazione e Cooperazione per lo sviluppo economico) sul ritardo dell’Italia nell’impiego delle ICT, presenta numerosi punti di forza da avviare nel corso del prossimo anno scolastico, anche in prospettiva degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.

Tra i progetti avviati (LIM, classi 2.0, [email protected] 2.0) sarà previsto, per l’inizio del nuovo anno scolastico, l’utilizzo delle ICT come punto di partenza per la progettazione di interventi didattici efficaci.
L’esigenza nasce dalla necessità di scardinare i vecchi processi del leggere, scrivere e far di conto, avvicinando il mondo scuola ai bisogni formativi delle generazioni in età scolare (i‘nativi digitali’) nell’intento di alfabetizzarli a un uso consapevole delle ICT applicate ai contesti formali dell’apprendimento.

Le LIM, ad esempio, punti di forza del Piano, che presuppongono l’utilizzo  combinato di lavagne interattive, pc e internet, saranno un modo non solo per integrare le nuove tecnologie nel sistema-scuola ma anche per combattere il digital divide – inteso come divario culturale – e permettere un processo costante di inclusione in un’ottica di costruzione cooperativa del sapere da parte di tutti gli attori coinvolti nei processi formativi.
Da anni consideriamo la digitalizzazione prima di tutto come un processo culturale: e quale migliore ambito se non la scuola per promuovere l’inclusione digitale attraverso la condivisione di esperienze e contenuti e l’interazione tra classi, indipendentemente dalle distanze geografiche?

A tal proposito vale la pena citare Smart Future, il progetto internazionale di Samsung approdato anche in Italia con l’obiettivo di dar vita, nel biennio 2013-2015, a trecento classi digitali, che il  colosso sudcoreano doterà di tablet, hardware (lavagna digitale, wi fi, banda larga) oltre ad una serie di applicazioni per promuovere e favorire l’apprendimento, la co-produzione e la fruizione di contenuti.

 

da: www.memoriadigitale.eu