lanternsCome deve essere una lezione di Disegno e Storia dell’Arte completa ed incisiva?

Sicuramente deve essere ben costruita, con il giusto equilibrio tra teoria e pratica realizzato sfruttando tutte le strategie didattiche possibili. Non esiste una ricetta unica, naturalmente, ma un complesso di tecniche e metodi da utilizzare in base alla situazione della classe e alla disponibilità di strumenti tecnologici. In ogni caso l’obiettivo deve essere sempre lo stesso: far comprendere agli studenti il linguaggio visivo e insegnare loro ad interpretare le immagini.

Alle scuole superiori ogni lezione deve prevedere una parte di contenuto che deve necessariamente essere trasmesso con modalità “tradizionali”. Se dovessimo, ad esempio, parlare della sezione aurea, dovremmo introdurre il concetto matematico e geometrico attraverso una prima fase di didattica frontale. Ciò non significa che l’insegnante debba fare un monologo di un’ora mentre gli studenti ascoltano e apprendono… di sicuro il risultato non sarebbe positivo.

Come fare allora a mantenere la dignità delle nozioni di base di un argomento e renderle più assimilabili da parte degli studenti?

Regola n. 1 – Fare continui richiami al vissuto degli studenti, alle loro esperienze reali. Tornando al caso della sezione aurea può essere molto efficace mostrare loro quell’articolo di giornale in cui si parla delle proporzioni matematiche individuate nelle concorrenti di Miss Italia. Magari sono solo scoop giornalistici ma l’effetto è assicurato: la sezione aurea è ovunque ed è viva in mezzo a noi!

Ed ancora: la sezione aurea è la proporzione utilizzata per il disegno della Apple Cloud

La famosa nuvoletta della Apple ci può servire anche per spiegare meglio il concetto distilizzazione nell’arte: ecco che la peculiarità della scultura cicladica appare molto più comprensibile se si afferra il concetto di semplificazione delle forme attraverso esempi attuali.

Regola n. 2 – Sollecitare continuamente la memoria visiva degli studenti. Se è vero che oltre l’80% delle informazioni che ci provengono dal mondo esterno sono affidate alla percezione visiva allora è su questa che occorre puntare, soprattutto nell’insegnamento di discipline come il Disegno e la Storia dell’Arte.

Secondo studi statistici, infatti, l’uomo percepisce la realtà che lo circonda con l’udito per il 12%, con tatto e gusto per il 2%, con l’olfatto per il 3% e con la vista per l’83%. Di ciò che è stato percepito, poi, l’uomo registra con la memoria il 20% di ciò che si è sentito e il40% di ciò che si è visto. Dunque la vista è doppiamente efficace rispetto all’ascolto.

Di fondamentale importanza è, dunque, poter proiettare immagini, con LIM o altro, tali da visualizzare i concetti esposti, mostrare video brevi e ben fatti (come quelli di OVO.com), sfruttare animazioni e visite virtuali nei musei e nei monumenti (ad esempio i virtual tour dei luoghi bizantini di Ravenna).

Regola n. 3 – Collegare l’attività di Disegno alla Storia dell’Arte. Spesso queste discipline appaiono come due materie distinte e separate, completamente indipendenti, anche perché nelle indicazioni ministeriali i due percorsi non hanno alcun nesso logico.

A prima vista non se ne coglie il profondo legame con la storia dell’arte, eppure il disegno è il cardine del linguaggio visivo, la base della rappresentazione e, dunque, il filo conduttore dell’evoluzione di tutta l’arte. Tutti gli artisti, che siano stati pittori, scultori o architetti, hanno usato e usano il disegno per progettare l’opera, per abbozzarla, per studiarne l’impostazione, le proporzioni.

Allora bisogna cercare di studiare un percorso di disegno coerente con gli argomenti svolti nella storia dell’arte. Ad esempio: arte egizia – rappresentazione in pianta ed alzato e rappresentazione attraverso la griglia; arte greca – disegno dell’anatomia delcorpo umano attraverso schematizzazioni della figura; arte romana – disegno delletipologie di arco; arte bizantina – disegno di decorazioni ritmiche basate sulle figure piane; arte romanica – disegno di una facciata architettonica modulare; arte gotica – disegno di un rosone con simmetrie radiali; arte rinascimentale – disegno in prospettiva e sviluppo dei solidi platonici; arte barocca – tecniche di chiaroscuro etc.

Regola n. 4 – Far analizzare le opere agli studenti. È fondamentale che gli oggetti artistici vengano letti secondo un approccio completo e scientifico. Solo in questo modo possono essere messe in pratica le proprie competenze nell’uso del linguaggio visivo, nell’analisi iconografica e iconologica di un manufatto artistico.

Come ho già avuto modo di spiegare in questo post, tale lettura può avvenire attraverso la compilazione di semplici schede cartacee, mediante la creazione di mappe concettualiipertesti.

L’analisi può anche essere il prodotto finale di un’attività più complessa come un webquest, una ricerca guidata nella quale gli studenti devono affrontare attività di problem solving e role playing.

Regola n. 5 – Far realizzare prodotti artistici agli studenti. Nulla è più efficace del “fare” nell’apprendimento. Come ho scritto in questo post, solo attraverso la creazione manuale di ciò che si è appreso sarà possibile il vero apprendimento, quello profondo e duraturo.

Dunque, se la fase precedente, quella di analisi dell’opera, era una decostruzione, una decodificazione del linguaggio visivo, questa è una fase di produzione di un nuovo messaggio attraverso lo stesso linguaggio. Questa produzione può andare dal semplice ridisegno dell’opera facendone una copia (attività non banale, come ho spiegato in questo post) all’interpretazione attraverso una realizzazione fotografica (come questi scatti in stile “caravaggesco”).

Si può andare anche su remake con una vera e propria drammatizzazione dell’opera mediante la realizzazione di flash mob e tableau vivant già descritti in questo post.

Tutte le altre strategie che ho descritto in altri post (usare Facebook per stimoli creativi, studiare con il glossario, realizzare uno scrapbook, disegnare una linea del tempo etc.) rientrano in qualche modo nei cinque punti precedenti perché tutti funzionali all’apprendimento e al consolidamento di nuove conoscenze e competenze.

Non sarà un metodo ortodosso ma di sicuro funziona! E non serve avere grandi strumenti: si può lavorare anche con album e matite, gessetti e lavagna. L’importante è creare unsistema integrato di stimoli, nozioni e strutture nei quali lo studente può organizzare le sue nuove scoperte.

 

da: www.didatticarte.it