La Fondazione per la Scuola: stiamo supportando istituti in difficoltà. Sarà un aprile impegnativo per la scuola, più del solito. Passate le vacanze di Pasqua comincerà il «mese Invalsi»: dal 4 al 20 tutti i ragazzi di terza media dovranno sostenere le tre prove – italiano, matematica e inglese – che da quest’anno diventano preliminari all’esame. E che per la prima volta si svolgeranno on line. Questa modalità, però, trova la maggior parte delle scuole non pronte per varie ragioni: pochi pc, connessioni insufficienti, assenza di tecnici. Tant’è che quasi tutti licei e gli istituti tecnici, più attrezzati, ospiteranno le classi delle medie. Il test, insomma, sarà per la gran parte dei ragazzi in trasferta.

IN TRASFERTA

Al D’Azeglio faranno il test anche gli allievi della Tommaseo-Calvino. «Noi abbiamo 30 computer in rete – spiega la preside Lorenza Patriarca – ma non abbiamo un tecnico che ci possa assistere e questo è un rischio perché durante prove del genere non bisogna perdere la connessione». Anche in altre situazioni la trasferta è obbligata. «Nella nostra scuola abbiamo un sistema aperto e ogni ragazzo utilizza a lezione tutti i giorni il proprio tablet o portatile. Ma siccome non è possibile usare il proprio dispositivo per l’Invalsi, dovremo spostarci in un’aula universitaria», dice il direttore, don Andrea Bonsignori. Alla Viotti di corso Vercelli, invece, che ha investito sui tablet e ne ha 25, la prova si farà in sede con un calendario serrato (ogni scuola può organizzare il proprio) per le 11 classi terze.  

IL LAVORO DA FARE

Dunque, i test Invalsi mettono in luce condizioni ancora lontane dall’ideale. Per comprenderle meglio, mentre il progetto «Riconnessioni» della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo – collegamento veloce di 300 plessi scolastici a Torino e area metropolitana – prosegue a grandi passi, la Fondazione stessa ha chiesto alle scuole di descriverle. «Abbiamo aiutato le otto scuole più in difficoltà, lavorando sulla connettività: un “anticipo” di Riconnessioni, – spiega Ludovico Albert, presidente della Fondazione – dal momento che cento scuole sono già state raggiunte dalla nuova rete in fibra ottica, ma è in corso la gara per “accenderla” a breve. Nelle scuole dove abbiamo realizzato questa operazione, aumentando la connettività e seconda dell’impianto, sarà possibile fare i test Invalsi in sede, evitando ai ragazzi l’ulteriore agitazione legata agli spostamenti». Una battuta: «Non sarà ancora come avere una Ferrari, ma sarà almeno come passare dal monopattino a una Panda».

POCHI COMPUTER

La ricognizione fatta nelle scuole ha evidenziato una ventina di casi drammatici: zero pc o un numero nettamente insufficiente (anche uno ogni 126 studenti o uno ogni 91, cioè 2-3 per scuola). È a partire da un pc ogni 20 allievi che il rapporto inizia a «risollevarsi». «Nelle scuole dove abbiamo anticipato il “ribaltamento” – prosegue Albert – abbiamo anche verificato se fossero bisognose di computer. In questi casi ci siamo rivolti al Dipartimento di Informatica del Politecnico i cui studenti, grazie ad un’intesa con il Comune, rigenerano e riconfigurano le macchine dismesse di Intesa San Paolo e di Replay. Finora ne abbiamo consegnate 42».

 

di: Maria Teresa Martinengo

da: www.lastampa.it

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