UDANegli ultimi tempi siamo stati abituati alle famosissime unità didattiche,

strumenti di programmazione che partivano da un presupposto fondamentale poco attento al contesto e all’apprendimento, ma consideravano il programma come importante. Partendo dal programma, venivano definiti gli obiettivi, dedicando particolare attenzione alle conoscenze che bisognava trasmettere.

Partendo da ciò, l’unità didattica prevedeva la dichiarazione delle strategie didattiche che il docente intendeva attuare al fine di assicurare il raggiungimento di determinati obiettivi, per chiudersi con la programmazione di una data verifica sommativa.

Cosa cambia con l’introduzione delle unità di apprendimento?

Il cambiamento è del tutto radicale, in quanto ribalta il punto di partenza e pone al centro dell’attenzione il processo di apprendimento. Realizzare delle unità di apprendimento è più agevole, in quanto esistono solo delle Indicazioni Nazionali e non più i programmi ministeriali.

Le Indicazioni Nazionali sono il punto di riferimento fisso per strutturare percorsi formativi e dalle quali dedurre gli obiettivi formativi e gli obiettivi specifici di apprendimento.

L’attenzione si sposta quindi dalle conoscenze alle abilità e alle competenze che bisogna far raggiungere mediante le unità di apprendimento.

La programmazione delle unità di apprendimento deve tenere conto dei seguenti fattori:

· la conoscenza della classe;

· la collaborazione con gli insegnanti dello stesso Consiglio di Classe;

· la collaborazione con gli insegnanti della stessa disciplina.

Stabliti gli obiettivi da desumere dai documenti tecnici, va stabilito il compito di prestazione autentica, che risulta essere lo strumento di verifica e valutazione di tutto il lavoro svolto nelle varie fasi. Tale compito deve essere immediatamente dichiarato dopo il titolo dell’unità di apprendimento e deve indurre negli studenti alcune domande stimolo che permetteranno lo svolgimento delle attività progettate.

Tutto ciò che viene proposto dagli insegnanti, sarà adesso visto in funzione del raggiungimento del compito di prestazione autentica, rendendo più vivo e accattivante il contesto operativo.

Di seguito una proposta di schema per un’unità di apprendimento.

Schema di un’unità di apprendimento

  1. Denominazione/titolo
  2. Target/contesto (classe, tipologia di scuola, contesto classe)
  3. Collocazione dell’argomento all’interno della struttura curricolare
  4. Tempi di realizzazione (Periodo: ottobre/novembre.  Numero di ore: 10)
  5. Discipline coinvolte
  6. Competenze chiave di cittadinanza (allegato 2 al DM 139/2007)
  7. Assi culturali/obiettivi di di riferimento
  8. Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi liceali (Indicazioni Nazionali)
    1. Area metodologica
    2. Area logico-argomentativa
    3. Area linguistica e comunicativa
    4. Area storico-umanistica
    5. Area scientifica, matematica e tecnologica
  9. Risultati di apprendimento del Liceo Scientifico
  10. Prerequisiti
  11. Obiettivi specifici di apprendimento (Indicazioni Nazionali) (suddividerli in abilità e conoscenze)
  12. Compito di prestazione autentica oppure Apprendimento unitario da promuovere
  13. Esperienze attivate (laboratorio, escursioni, visite guidate, etc.)
  14. Mediazione didattica
    1. Metodi (attività laboratoriali, lezioni partecipate, ricerca/azione, cooperative learning, mastery learning, etc.)
    2. Strumenti
    3. Risorse umane interne ed esterne
    4. Fasi di lavoro
  15. Controllo degli apprendimenti (in ingresso e in uscita)
  16. Indicatori e strumenti di osservazione e di autovalutazione

 

da: www.orizzontescuola.it