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Didattica Immersiva, la scuola 3D che ci piace

Oggi vi parliamo di un interessantissimo progetto di didattica alternativa: la Didattica Immersiva. Ecco di cosa si tratta e perché per noi è importante.

Il 2018 è stato senza dubbio segnato dai numerosi tentativi di introdurre la tecnologia a scuola come potenziamento del metodo di insegnamento tradizionale. Ora, ultimamente si tende ad identificare la tecnologia soprattutto con tablet e smartphone ma questo insieme è in realtà molto più vasto. Vi parlo della didattica immersiva.

D’altronde quando parliamo di tecnologia a scuola non possiamo non prendere in considerazione strumenti multimediali come ad esempio le LIM e gli ambienti 3D online. E proprio questi ultimi sono al centro di un progetto decisamente interessante: quello della Didattica Immersiva.

Lo scopo di questo progetto è dare la possibilità agli studenti di sfruttare i cosiddetti mondi virtuali per esplorare ambientazioni o per crearle addirittura da zero. Ma non solo, questi ambienti 3D fatti al computer consentono anche a coloro che se ne servono di progettare attività e di comunicare con altri utenti mediante degli avatar.

Insomma, le potenzialità di questa particolare forma di didattica sono enormi e la sua duttilità può rappresentare un’ottima occasione per calare i ragazzi nelle situazioni più disparate, mettendoli di fronte a dei problemi reali e concreti, in cui essere uno studente modello spesso non basta.

Non solo un validissimo supporto per gli insegnanti, dunque; la Didattica Immersiva è anche un ponte, un ponte che collega la classe a quel “mondo esterno” che la scuola dovrebbe prepararci ad affrontare ma nel quale spesso non sappiamo orientarci una volta usciti dalla comfort zone del nostro istituto.

Speriamo quindi che le scuole possano presto adottare questa forma di insegnamento, proseguendo quel processo di innovazione tecnologica che l’ha vista protagonista nell’ultimo anno. In fondo siamo nel 2019, la paura della nuovo o del diverso dovrebbe ormai essere stata superata, giusto?

#FacceCaso

Di: Gabriele Scaglione

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