Giovanna Iorio racconta il suo progetto: “Ascoltare tutte le voci poetiche del mondo del presente e del passato, togliere il fruscio della carta dalle parole, restituire ai versi la purezza della voce”.

È nata a Londra da un’idea italiana la prima mappa sonora mondiale della poesia. Un progetto digitale che fiorisce da un sogno antico della scrittrice romana Giovanna Iorio: “Ascoltare tutte le voci poetiche del mondo del presente e del passato, togliere il fruscio della carta dalle parole, restituire ai versi la purezza della voce”. 

Aprendo la pagina www.poetrysoundlibrary.weebly.com, appare una carta geografica del pianeta costellata già di quasi 500 bandierine che coprono tutti i continenti (tranne l’Australia, per ora) corrispondenti ai luoghi d’origine di altrettanti autori di cui viene proposta, oltre alla lettura dei versi in lingua madre, anche una sintetica biografia. Si sentono Alda Merini recitare tra i sospiri il suo “canto che va a morire nelle viscere della terra”, i versi recitati da Edgar Lee Masters emergere tra i mormorii di una registrazione incerta tratti da un brano dell’antologia ‘Spoon River’, il timbro limpido di Eugenio Montale declamare il drammatico incipit di ‘Forse un mattino andando'”.

Spiega l’ideatrice che l’obiettivo del magico planisfero è anche “dare la possibilità di essere sentiti ai poeti sconosciuti dei più remoti angoli della terra” che possono inviare alla mail indicata sul sito un file Mp3 col loro frammento lirico. Sul web dal 4 novembre scorso, Poetry Sound Library, alla cui creazione hanno contribuito alcuni artisti del suono del Regno Unito, ha già  stretto delle collaborazioni con importanti riviste francesi e inglesi che presteranno le loro ‘voci’ all’antologia. Per diffondere l’iniziativa, Iorio, che a Londra lavora come insegnante, si fa aiutare da quelli che ha definito gli ‘Ambasciatori della Voce” sparsi in tutto il mondo, dalla Cina al Sud America, uno anche votato alla raccolta di poesie in dialetto.

Stiamo ricevendo adesioni da ovunque e in Inghilterra l’annuncio dell’iniziativa, apparso su ‘Curators‘ Days’, ha riscosso grande successo – racconta la scrittrice che desidera mettersi sulle spalle un intero mappamondo lirico  – Non abbiamo problemi a pubblicare gli audio delle poesie perché facciamo riferimento alla legge inglese che disciplina l’uso creativo dei testi. La nostra mappa è libera, è per tutti e diventerà uno strumento anche per diffondere la poesia nelle scuole. Puntiamo ad arrivare a 1000 poeti ‘censiti’ nel 2019″. 

di: Manuela D’Alessandro

da: www.agi.it

LINK