fine-della-scuolaLa proposta della Centemero per modernizzare il sistema scolastico: “Sfruttiamo le vacanze per far misurare gli studenti con discipline nuove e attività integrative”

Il parlamento inizia a ragionare sulla riforma del sistema scolastico italiano. Una riforma che deve passare inevitabilmente anche attraverso la ristrutturazione del calendario scolastico.

 All’indomani della proposta del ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza di abolire i compiti delle vacanze dando agli studenti da leggere libri, il Pdl rilancia proponendo di tenere aperte le scuole e gli istituti anche d’estate.
La proposta messa sul tavolo da Elena Centemero, responsabile nazionale Scuola, università e ricerca del Pdl, è già realtà in gran parte dei Paesi dell’Eurozona. “La nostra scuola va modernizzata, nelle infrastrutture così come nei metodi – ha spiegato la Centemero – ieri il ministro Carrozza ha suggerito di interrompere la prassi dei compiti delle vacanze. Io dico, superiamoli e andiamo oltre: teniamo le scuole aperte anche nel periodo estivo”. Alla Carrozza l’esponente del Pdl ha chiesto di considerare l’ipotesi di tenere aperta lascuola anche d’estate “non come una provocazione, ma come una proposta concreta per avvicinare la scuola ai giovani e tenerla al passo coi tempi”. Come si legge nella proposta abbozzata dalla Centemero, l’obiettivo è quello di sfruttare le vacanze estive per “far misurare gli studenti con discipline nuove e attività integrative”, per “organizzare corsi di recupero più approfonditi” e per “sperimentare modalità di insegnamento innovative e per valorizzare le attività sportive”.
Il “decreto del Fare”, sul quale il parlamento si trova purtroppo ancora in una situazione di stallo forzato, contiene importanti misure anche per quanto riguarda la scuola. Prima fra tutte le risorse per l’edilizia scolastica. Per la messa in sicurezza delle scuole dovrebbero, infatti, arrivare 150 milioni in più per il 2014, da ripartire tra le Regioni. “Gli istituti – ha ricordato la deputata del Pdl – vanno messi in sicurezza e devono poter offrire spazi di apprendimento al passo con i tempi, aprendosi al digitale”.
di: Sergio Rame
da: www.il giornale.it