2 GIUGNO:MINISTRO CARROZZA REGALA COSTITUZIONE A DICIOTTENNI«Centocinquanta milioni di euro in più rispetto ai 300 milioni nel triennio 2014-2016 già annunciati.

Questo è lo sforzo che stiamo compiendo nel Decreto legge del Fare per sistemare e potenziare il patrimonio italiano di edifici scolastici». Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione del governo Letta, sottolinea con forza le “gambe” date ad una delle priorità a cui tiene maggiormente: la cura delle strutture scolastiche del Paese.

Ministro, cosa si potrà fare con questi soldi? E soprattutto, dove è riuscita a trovare le risorse da investire?
«I trecento milioni di euro spalmati in tre anni arrivano da risorse Inail. Per gli altri 150 milioniuna tantum nel 2014 è già prevista la suddivisione tra le Regioni. In pratica, il Ministero fa da “facilitatore”, sono gli Enti locali che conoscono il territorio a utilizzare le risorse. Ovviamente dobbiamo vigilare affinché vengano spese bene».

Nelle sue visite, che idea si è fatta delle necessità degli istituti italiani?
«È un quadro molto variegato, proprio per questo Comuni e Province possono utilmente toccare con mano le differenze, le situazioni migliori e quelle peggiori. In alcuni casi la situazione è emergenziale: guardando alla mia regione, in Lunigiana dopo il terremoto ci sono molte necessità. I maggiori problemi nell’utilizzo delle risorse, sono nei municipi più piccoli, in quelli grandi generalmente non mancano le competenze di tecnici e dirigenti. L’obiettivo è mettere a sistema la programmazione degli interventi».

Ritiene sufficienti i denari investiti?
«Le risorse non esauriscono le necessità delle nostre scuole, ma rappresentano un buon passo avanti».

Nel Dl del Fare c’è anche una posta di bilancio per il diritto allo studio, circa 300 milioni di euro. Da più parti si è fatto notare che – nel cosiddetto emendamento Meloni – quei soldi vengono presi dal fondo per le Università meritevoli. Insomma, si toglie agli atenei per dare agli studenti: non si poteva fare altro?
«In Senato si interverrà con alcune modifiche. Sono convinta anche io che non si possano colpire ulteriormente le Università, già sottoposte a tagli importanti».

Intanto è stato stoppato l’aumento dell’Iva (dal 4% al 21%) sui libri scolastici che avevano cd e prodotti collaterali allegati, previsto nel decreto legge sull’Ecobonus. Sarebbe stata un’ulteriore mazzata sulle famiglie…
«Sì, abbiamo evitato l’aumento. Sarebbe stata una contraddizione, visto che comunque si va verso una digitalizzazione progressiva di questi prodotti. Servono però altre misure a sostegno delle famiglie, le cui difficoltà sono evidenti».

Il caro-libri è in effetti un problema molto sentito dai nuclei italiani. E la ripresa della scuola si avvicina. Quali potrebbero essere i provvedimenti adatti?
«La prossima settimana abbiamo in calendario un incontro con i forum degli studenti e dei genitori, e questo è uno dei punti di cui discuteremo».

Lei ha detto che il Ministero dell’Istruzione non è un ministero di spesa ma di investimento. Cosa intende?
«Voglio dire che la politica per una crescita economica durevole e sostenibile si fonda sulla scuola, sugli investimenti a favore di un sistema di istruzione universale che garantisca pari opportunità per tutti i nostri ragazzi. La scuola deve tornare al centro del dibattito pubblico e della politica nel nostro Paese».

 

di: Andrea Bonzi

da: www.unita.it