Per l’Università l’indirizzo economico e ingegneria. Per la scuola secondaria amministrazione-finanza e meccanica-meccatronica. Per il diploma o la qualifica professionale gli indirizzi ristorazione e meccanico. Le maggiori opportunità occupazionali si concentrano qui, tra le oltre 380 mila assunzioni previste a marzo, il 27% sono giovani secondo l’ultima indagine Excelsior di Unioncamere e Anpal. Entro maggio le imprese sono orientate ad effettuare oltre 1,2 milioni di assunzioni, ma in media nel 28% dei casi risulta difficile reperire le figure professionali richieste.

Dietro il gap la mancanza di esperienza
Le ragioni di queste difficoltà?Le imprese lamentano in molti casi una preparazione inadeguata da parte dei candidati, o la mancanza di esperienza lavorativa pregressa, ma anche l’assenza di candidature (non vengono però indicati le tipologie contrattuali o i livelli retributivi offerti). Questo gap, ancora una volta, evidenzia l’incapacità di riuscire a far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro in un Paese come l’Italia che occupa la terzultima posizione in Europa per l’alto tasso di disoccupazione giovanile (33% a gennaio, in aumento sia rispetto a dicembre che a gennaio del 2018). Emerge anche un dialogo ancora difficile tra il mondo scolastico-universitario e quello produttivo, anche per le resistenze a far decollare la formazione on the job sempre più richiesta dalle imprese .

Ai diplomati oltre un terzo delle assunzioni
Guardando al livello di istruzione il 36% delle assunzioni previste riguarda i diplomati della scuola secondaria (137mila), il 29% gli studenti in possesso di qualifica e diploma professionale (110.720), il 23% la scuola dell’obbligo (87.810) e solo il 12% i laureati (44.610), una percentuale che la dice lunga sul livello di competenze richieste dal nostro mercato del lavoro e sui profili più cercati.

L’indagine Excelsior stima 137.040 entrate tra chi è in possesso del diploma della scuola secondaria, ma il 27% delle posizioni cercate dalle imprese risultano difficili da trovare. Le entrate si concentrano nell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing (24.960), meccanica, meccatronica ed energia (14.950 ma il 49% di profili richiesti si trovano con difficoltà), turismo, enogastronomia ed ospitalità (11.740), elettronica ed elettrotecnica (7.220), informatica e telecomunicazioni (4.250).

Solo il 12% di entrate per gli universitari
Più nel dettaglio, a livello universitario, nonostante l’esiguo numero di richieste (il 12% in rapporto agli altri livelli di istruzione), su 44.610 entrate previste il 35% risulta di difficile reperimento. In cima agli indirizzi più gettonati c’è quello economico con 11.660 entrate attese, che nel 29% dei casi sono difficili da trovare, anche perchè viene richiesto nella gran parte dei casi il possesso di esperienza pregressa. Segue l’indirizzo ingegneria (10.920 entrate), dove si stima che il 47% dei profili richiesti siano difficili da reperire sul mercato, anche in questo caso soprattutto per un problema di esperienza. Seguono gli indirizzi sanitario-paramedico (2.840), politico sociale (2.530) insegnamento-formazione (2.490).

Tra le 110.720 entrate stimate per chi è in possesso del diploma professionale o di qualifica professionale, si stima che il 30% di posizioni siano difficile da reperire. Il più richiesto è l’indirizzo ristorazione (22.420 entrate), segue il meccanico (17.980 ma nel 43% dei casi si prevede sarà difficile trovare le figure richieste dalle imprese), l’indirizzo benessere (10.110), l’edile (7.640) e l’elettrico (5.310).

Servizi finanziari e commercio per gli under 29
Lo studio contiene un focus sui giovani richiesti dalle imprese. Tra le 103.370 entrate destinate a fasce d’età fino a 29 anni, prevalgono i settori servizi finanziari e assicurativi, insieme al commercio (in entrambi i casi il 37% di richieste è per gli under 29), i servizi di alloggio e ristorazione, quelli turistici, i servizi informatici, le telecomunicazioni, le industrie chimico farmaceutiche (33% di richieste per giovani).

In media le imprese lamentano nel 31% dei casi la difficoltà di reperire giovani, la percentuale sale per operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili (53%), tecnici in campo informatico e operai specializzati nell’edilizia(49%), progettisti, ingegneri e operai metalmeccanici (47%).

 

di: Giorgio Pogliotti

da: www.ilsole24ore.com

LINK