tabletInnovative potenzialità si prospettano nella scuola che si rivolge ai “nativi digitali”

La straordinaria diffusione dei tablet promette di rivoluzionare molte attività lavorative e della vita comune. Uno degli ambiti in cui si prospettano interessanti e innovative potenzialità è quello della didattica.

A concorrere a fare dei tablet uno strumento versatile ed efficace per l’insegnamento sono diversi fattori: la connettività, la vocazione multimediale, la trasportabilità, l’elevato livello di prestazioni e la semplicità di utilizzo.

L’ingresso dei tablet all’interno della Scuola si inserisce nel dibattito, più ampio, sull’utilizzo degli strumenti tecnologici e, in particolare, di Internet in modo istituzionalizzato, che divide molti educatori.

Le tecnologie come quella dei tablet aprono la strada a una revisione dei modelli di insegnamento all’insegna dell’interattività, della condivisione e della proattività ma, in molti, temono che possano portare a una dequalifica del sapere in favore di modelli di conoscenza spicciola, rapida e superficiale.

Alcuni possibili vantaggi non possono però essere trascurati.

Uno di questi è la possibilità di sostituire i testi cartacei con strumenti didattici o libri elettronici, dinamicamente aggiornabili nei contenuti. L’invecchiamento precoce dei testi è un problema importante, da cui sono affette soprattutto materie come l’informatica o tecnologia, ma senza sottovalutare la rapidità con cui evolvono la critica letteraria, il pensiero filosofico o i processi di revisionismo storico.

Inoltre, i libri elettronici sono più semplici da trasportare, potenzialmente più economici e consentono di ridurre il consumo di carta. Si pensi poi all’impatto dirompente fornito dalla multimedialità all’interno di materie di studio come le lingue, la musica o la storia dell’arte.

I tablet, in particolare, hanno anche la capacità di essere utilizzati come taccuini elettronici e, di conseguenza, di riunire in un unico strumento le due tipologie di supporti per l’apprendimento ovvero i libri di testo e i quaderni con gli esercizi e gli appunti acquisiti durante la lezione; con in più la possibilità di integrarli facilmente tra loro.

I contenuti elettronici possono essere più facilmente scambiati e condivisi ed è possibile creare percorsi e strumenti di formazione da mettere a disposizione di tutti; per esempio, anche gli alunni assenti potrebbero usufruire dei contenuti digitali prodotti durante una lezione oppure assistervi via Webcast.

Ma il vero punto mi sembra un altro ed è che la Scuola non può esimersi da utilizzare gli strumenti con cui i nativi digitali si interfacciano in ogni momento della loro giornata: pena proprio il fatto di perdere di credibilità e di attenzione.

Il timore che il ruolo dell’insegnante possa venire meno in favore di una conoscenza estrapolata da Internet dovrebbe essere superato. Va compreso che in un’epoca in cui si preparano progetti per riversare in rete tutti i libri esistenti, il problema non è più quello dell’accesso all’informazione ma quello della conoscenza. In questo contesto il ruolo dell’insegnante cambia, diventa più importante e difficile, assumendo il sapore di mediatore e catalizzatore di conoscenza.

Alcune sperimentazioni in corso stanno fornendo riscontri molto positivi nel gradimento, soprattutto da parte degli studenti più giovani di elementari e medie.

Un’ultima considerazione va fatta in relazione ai costi. Potrebbe sembrare che, all’interno della Scuola italiana, dove manca la carta ma anche i gessi per le lavagne (sigh!), parlare della possibilità di dotare gli studenti di un tablet possa sembrare una chimera.

Tuttavia il costo è l’ostacolo che, prevedibilmente, sarà superato più rapidamente, perchè un tablet con la dotazione di libri elettronici costerà presto quanto gli stessi libri in formato cartaceo.

 

di: Riccardo Florio

da: www.tomshw.it