professione-insegnanteNei primi cento giorni della nuova legislatura, il Governo,

espresso dalla maggioranza e il Parlamento, al fine del rilancio dell’occupazione, dello sviluppo del Paese e per garantire un futuro ricco di opportunità alle giovani generazioni, si impegnano per una legge quadro sulla scuola che preveda apposite deleghe al Governo, al fine di raggiungere, nel corso dell’intera legislatura, i seguenti tre obiettivi: 1) Riordinare e ripristinare gli organici del personale della scuola al fine di garantire il reale diritto allo studio in una scuola pubblica statale di qualità, pertanto si procederà all’abrogazione dei tagli realizzati nel corso degli ultimi anni nella scuola statale per un’errata visione dell’istruzione pubblica statale, intesa più come una spesa da tagliare per risanare il debito pubblico che non come un investimento per rilanciare il Paese. 
2) Avviare un piano organico di edilizia scolastica, prevedendo opere di costruzione di nuove scuole, di ricostruzione e di manutenzione e messa a norma di tutti gli edifici scolastici sull’intero territorio nazionale, secondo priorità definite in sede di conferenze Stato – EE-.LL.
3) Attuare un vasto programma per una generalizzata informatizzazione di tutte le scuole italiane e di tutte le aule scolastiche.
Per la realizzazione dei punti 1),2) e 3) si stima un onere complessivo di 20 miliardi di euro, da recuperare dalla programmazione di spesa per dotare l’Areonautica Italiana di 90 cacciabonmbarieri F35.
Le Scuole dell’Arcobaleno, utopia o realtà?
Con provvedimento legislativo, che preveda apposite deleghe al Governo per l’emanazione di più decreti, sono istituite su tutto il territorio nazionale, scuole di eccellenza nelle zone a forte disagio sociale e a rischio di devianza giovanile e di criminalità organizzata; zone da individuare in apposite conferenze Stato-Regioni. Tali scuole dette ” Le Scuole dell’arcobaleno” prevedono sezioni di scuola dell’infanzia, e classi di scuola primaria e secondaria.
Le scuole dell’arcobaleno sono costruite ex novo, prevedendo spazi e strutture all’avanguardia per attività didattiche e laboratoriali, esse funzionano con orario continuo, sono aperte al territorio e svolgono con continuità attività di educazione permanente e ricorrente e di alternanza scuola lavoro.
Il personale delle scuole dell’arcobaleno è costituito da
1) Personale docente e ATA opportunamente specializzato e selezionato che assicura continuità di servizio, per tale personale sono previsti incrementi retributivi da definire in contrattazione nazionale.
2) Da psicologi dell’età evolutiva, da assistenti sociali e da esperti di orientamento.
3) Da personale specializzato proveniente dal mondo dell’artigianato, dell’industria e del commercio.
4) Da personale sanitario, per costruire in tali scuole un presidio sanitario interno.
5) Da personale delle forze dell’ordine e del tribunale per costituire un presidio di sicurezza e di legalità interno.
Ripensare gli organici.
Con annuale decreto del Ministro dell’Istruzione di concerto con il Ministero del Tesoro si determinano annualmente gli organici delle scuole pubbliche statali di ogni ordine e grado, tenendo conto di quanto segue:
1) l’organico sarà definito senza alcuna distinzione tra organico previsionale (organico di diritto) ed organico di fatto;
2) ogni Regione avrà un suo organico funzionale determinato non più in base ai soli iscritti ma anche ai bisogni educativi e formativi di quel determinato territorio, definiti in sede di conferenza Stato-Regioni;
3) le scuole saranno dotate di un organico aggiuntivo, detto funzionale, per realizzare attività di recupero, attività integrative dell’offerta formativa, attività di ricerca educativa e didattica previste dal piano annuale dell’offerta formativa, espresso dalla singola autonoma unità scolastica;
4) l’organico d sostegno viene determinato nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado senza più alcuna distinzione tra le tre tipologie di disabilità denominate EH,CH,DH e nella scuola secondaria di secondo grado senza la distinzione tra quattro aree disciplinari. 
 
 
Revisione dei parametri per la formazione delle classi.
Il decreto sulla formazione delle classi è modificato nei parametri come di seguito indicato.
1) Per la scuola dell’infanzia, le sezioni sono costituite di norma con un massimo di 20 bambini, 15 per le sezioni che accolgono bambini con disabilità.
2) Per la scuola primaria, le classi sono costituite con un numero massimo di 20 alunni, 15 per le classi che accolgono alunni con disabilità, nelle scuole situate in zone a rischio di devianza minorile, sono costituite classi con un massimo di 15 alunni.
3) Per la scuola secondaria di primo grado, le classi sono costituite con un numero massimo di 20 alunni, 15 per le classi che accolgono alunni con disabilità, nelle scuole situate in zone a rischio di devianza minorile sono costituite classi con un massimo di 15 alunni.
4) Per le classi di scuola secondaria di secondo grado, le classi sono costituite con un numero massimo di 20 alunni, 15 per le classi che accolgono alunni con disabilità, nelle scuole situate in zone a rischio di devianza minorile sono costituite classi con un massimo di 15 alunni.
Il nuovo reclutamento degli insegnanti.
Le immissioni in ruolo sono determinate annualmente sul 100% dei posti disponibili e vacanti dopo le operazioni di mobilità del personale a tempo indeterminato relativo all’anno delle immissioni in ruolo.
Con apposito provvedimento legislativo la maggioranza si impegna a:



1) Dichiarare decaduto il sistema di reclutamento definito doppio canale che prevede una distribuzione dei posti al 50% al/ai concorso/i ordinario/i per esami e titoli e al 50% alle graduatorie ad esaurimento. Il 100% dei posti, previsti per il reclutamento, è riservato annualmente agli aspiranti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento fino ad esaurimento delle stesse su scala nazionale.

2) Contestualmente alla decadenza del doppio canale di reclutamento , tutte le G.E. provinciali, dichiarate decadute, confluiranno in un’unica graduatoria nazionale ad esaurimento, soprannominata G.E.N ( Graduatoria nazionale ad esaurimento)., tale graduatoria sarà blindata, cioè non si prevedranno sia nuovi aggiornamenti di punteggio per titoli e servizi sia nuovi inserimenti di aspiranti fino al loro completo esaurimento. Ogni anno, in previsione delle immissioni in ruolo, dopo le operazioni di mobilità, gli aspiranti esprimeranno le loro libere opzioni territoriali, su base provinciale e senza alcuna limitazione su tutto il territorio nazionale o su parte di esso, a tal fine sarà emanato con D.M. un apposito Regolamento.

3) Con l’istituzione della graduatoria nazionale ad esaurimento, detta G.E.N., al posto degli attuali elenchi di sostegno provinciali saranno istituite quattro distinte graduatorie nazionali create ex novo per l’insegnamento ai ragazzi diversamente abili nella scuola dell’infanzia, primaria , secondaria di primo grado, tali graduatorie non saranno più distinte né per tipologia di handicap ( EH, CH, DH) né per ambiti disciplinari ( 1,2,3,4); con apposito D.M. verrà istituita una tabella di valutazione per l’inserimento in tali graduatorie di rango nazionale, valorizzando l’esperienza di insegnamento su posto di sostegno e i titoli didattici specifici per l’insegnamento e l’integrazione degli alunni diversamente abili. L’immissione in ruolo su posto di sostegno comporterà la permanenza su tale tipologia di posto per non meno di dieci anni, in tale periodo non sarà possibile nessun tipo di mobilità professionale, ma la sola mobilità territoriale.

4) Via via che si esauriranno le G.E.N. per singole tipologie di posto o per classi di concorso, decadrà definitivamente il sistema delle graduatorie come strumento di reclutamento del personale docente; sul 100% dei posti programmati in un triennio saranno banditi concorsi a cattedre per titoli ed esami di livello nazionale, con titolo di accesso l’abilitazione all’insegnamento, saranno previste prove preselettive di carattere psicoattitudinale, le graduatorie avranno una durata di tre anni.
Ripensare a un nuovo sistema per le supplenze.
Con apposito provvedimento il Ministro dell’Istruzione integra e modifica il Regolamento sulle supplenze nella scuola pubblica, prevedendo quanto di seguito proposto.
1. L’attribuzione delle supplenze annuali sui posti disponibili, ivi compresi gli spezzoni inferiori alle sei ore, sarà una procedura residuale, atteso che si provvederà con un piano quinquennale alla progressiva stabilizzazione dei contratti dei precari della scuola con lo scorrimento della graduatoria nazionale ad esaurimento con libere opzioni, detta G.E.N.
2. Tutti i contratti a tempo determinato nella scuola pubblica statale e non statale sia quelli annuali sia quelli temporanei sono di esclusiva competenza degli uffici periferici dell’amministrazione scolastica per scorrimento di pubbliche graduatorie rispettivamente di livello provinciale e regionale.
3. I contratti a tempo determinato nella scuola paritaria, con motivata istanza all’U.S.R. competente territorialmente, possono essere di competenza del gestore della scuola, in deroga a quanto previsto al punto 2), in tal caso il servizio prestato dal supplente non è valutabile all’interno di pubbliche graduatorie.
4. I contratti a tempo determinato per le supplenze annuali hanno una validità giuridica ed economica dal primo settembre al 31 agosto, l’individuazione dei destinatari di contratto è fissata inderogabilmente al 31 luglio. .
5. Con la contestuale trasformazione delle graduatorie provinciali in graduatorie nazionali ad esaurimento per l’individuazione degli aventi titolo alla stipula di un contratto a tempo determinato, saranno costitute apposite graduatorie regionali, aggiornabili ogni tre anni, con libere opzioni provinciali da esercitare ogni anno da parte degli aspiranti inclusi nelle graduatorie.
6. Il requisito per essere inseriti nelle graduatorie regionali è l’abilitazione all’insegnamento, i docenti provvisti di apposito titolo di specializzazione fanno parte di distinte graduatorie regionali per l’insegnamento ai disabili senza alcuna distinzione per tipologia di disabilità e nella scuola secondaria di secondo grado senza distinzione per aree disciplinari, il servizio prestato su posto di sostegno saranno iper valutati per la specifica graduatoria.
7. Gli aspiranti in graduatoria regionale sono graduati in due fasce: a) docenti abilitati inseriti in G.E.N.; b) docenti abilitati.
8. Per le supplenze temporanee è costituita una specifica graduatoria provinciale o più graduatorie sub provinciali costituita in tre fasce: docenti abilitati inseriti in G.E.N., docenti abilitati non inseriti in G.E.N., docenti non abilitati, i provvedimenti di nomina, non più di competenza del Dirigente scolastico, sono di competenza di particolari centri operativi facenti parte degli uffici scolastici provinciali anche decentrati a livello distrettuale sul territorio provinciale, analogamente a quanto previsto al punto 6) sono istituite graduatorie provinciali o più graduatorie sub provinciali per l’insegnamento ai disabili.
Ipotesi di decreto per il reclutamento del personale docente da graduatoria ad esaurimento nazionale nella scuola pubblica statale (GEN).
1. Con proprio decreto, il Minisro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, emana il regolamento per definire criteri e modalità operative per l’assunzione a tempo indeterminato del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, inserito nelle graduatorie ad esaurimento nazionali, di seguito dette G.E.N.
2. Le GEN sono compilate: a) per tipologia di posto e per classi di concorso, unificando le previgenti graduatorie ad esaurimento provinciali; b) in modo unitario, senza sub graduatorie al loro interno ( prima, seconda e terza fascia); c) prevedendo specifiche graduatorie per l’insegnamento ad alunni diversamente abili nelle scuole di ogni ordine e grado, senza distinzioni né per tipologie di disabilità ( EH, CH, DH, ), né per aree disciplinari ( area 1,2,3,4) nella scuola secondaria di secondo grado.
3. Le GEN non saranno né aggiornate né integrate con nuovi inserimenti né a pettine né in coda, fino al loro completo esaurimento a livello nazionale,
4. Annualmente, dopo la mobilità territoriale e professionale del personale già a tempo indeterminato, l’aspirante inserito nelle GEN, al fine della stabilizzazione del rapporto di lavoro, dovrà indicare le sue opzioni territoriali, compilando on line un apposito “ foglio notizie”, indicando: a) il codice identificativo, b) le province, indicate in stretto ordine di preferenza, si possono chiedere anche tutte le province del territorio nazionale, c) la scelta prioritaria della tipologia di posto e/o classe di concorso, nel caso l’aspirante sia incluso in due o più graduatorie, d) il diritto alla riserva nelle assunzioni.
5. E’ assicurata la precedenza nell’attribuzione della provincia, all’aspirante che in tale provincia, indicata come prima preferenza nel foglio notizie, risulta iscritto nelle precedenti graduatorie provinciali da non meno di 10 anni.
6. La procedura dell’assegnazione della provincia di titolarità è effettuata on line ( prima fase della procedura di reclutamento).
7. L’ aspirante conferma in modo esplicito l’accettazione della proposta di contratto a tempo indeterminato nella provincia assegnata entro 10 giorni dalla notifica, in caso di mancata conferma o di esplicita rinuncia, l’aspirante decade dalla GEN, per la tipologia di posto o per la classe di concorso per cui era stato individuato al punto 6.
8. Dopo la fase della conferma, tenuto conto delle rinunce di cui al punto 7, si procederà ad eventuali scorrimenti e riassegnazione di altra provincia e o tipologia di posto o classe di concorso, indicate prioritariamente dall’aspirante nel foglio notizie di cui al punto 4.
9. L’aspirante iscritto in più graduatorie che ha confermato l’accettazione , perde il diritto ad essere confermato per altre tipologie di posto o classi di concorso indicate in subordine nel foglio notizie di cui al punto 4.
10. Dopo la fase 8, successivamente alle operazioni di rettifica mobilità, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, l’aspirante sarà convocato presso l’ufficio scolastico ( AT) della provincia assegnata, per l’assegnazione della sede provvisoria, cosiddetta di appoggio, i docenti in possesso dei requisiti di cui all’art. 21 e 33 commi 5,6,7 hanno diritto alla scelta prioritaria della sede.
11. Per lo scorrimento delle GEN negli anni scolastici successivi, tutti i docenti che stipulano un contratto a tempo indeterminato, qualora siano iscritti in più graduatorie, decadono dalle suddette graduatorie, atteso che da graduatoria ad esaurimento è possibile
Revisione del vincolo quinquennale alla mobilità.
Con provvedimento legislativo e con decorrenza dalla mobilità del personale della scuola
2013/14, l’art. 9 comma 21 della legge n. 106 è abrogato, la materia resta regolata dall’art.
comma 3 della legge 124/99 con le esclusioni previste dalla legge ivi inclusa la legge sull
madre e il padre lavoratore.
RIVEDERE IL SISTEMA DELL’INVALSI
I test Invalsi sono somministrati a campione al solo scopo di determinare meglio i bisogni formative le emergenze delle singole unità scolastiche, tali prove non possono in alcun modo né essere generalizzate e né costituire prove d’esame.
RIPENSARE IL PENSIONAMENTO DEGLI INSEGNANTI
Per quanto riguarda il turn over degli insegnanti, al fine di favorire sia l’ingresso di forze nuove sia di valorizzare l’esperienza esistente nella scuola, bisogna lavorare su quattro punti.
1) Rendere flessibile l’uscita dalla scuola, con una modifica della Legge Fornero.
2) Favorire al massimo il sistema della pensione + il part time, lasciando integro lo stipendio in godimento.
3) Pensare a un sistema che preveda un’età ( i 60 anni,) superata la quale, iniziare a differenziare il servizio degli insegnanti, sottraendo sempre più ore all’insegnamento e sostituendolo con attività funzionali all’insegnamento, attività di ricerca, di documentazione, di tutoraggio, ecc… Ovviamente questo favorirebbe lo svecchiamento della categoria, che è un’esigenza da più parti sentita e più volte rappresentata e creerebbe una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro in entrata.
4) Prevedere di considerare l’insegnamento come lavoro usurante, anche alla luce dei recenti studi sul burn out, si pensi ad esempio all’insegnamento prestato per decenni nella scuola dell’infanzia o in quella primaria, agli insegnanti di sostegno, a quelli che lavorano da anni nelle scuole cosiddette a rischio.
Sostegno: ipotesi su organici e reclutamento.
E’ istituita una classe specifica ovvero una tipologia specifica di posto chiamata insegnamento specializzato ad alunni diversamente abili per l’integrazione nella scuola pubblica.
Sono istituite, per quanto riguarda il reclutamento ( immissioni in ruolo e supplenze), graduatorie specifiche, al posto dei vecchi elenchi di sostegno; di valenza nazionale ( per le immissioni in ruolo) con libere opzioni territoriali; di carattere regionale con libere opzioni territoriali ( per le supplenze di durata annuale al 31 agosto e di rango territoriale ( comune- distretto-provincia) per le supplenze brevi e saltuarie.
Le graduatorie devono essere ricompilate, ipervalutando il servizio prestato con il possesso dello specifico titolo (punti 24 ad anno).
Le graduatorie avranno il carattere dell’unicità, non saranno più divise per tipologia di handicap
( EH, CH, DH) nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, o per 4 aree disciplinari nella scuola secondaria di secondo grado.
L’immissione in ruolo o la mobilità su posto di sostegno, non retroattivamente, comporta la permanenza su tale tipologia di posto per un periodo di 10 anni ivi compresi gli anni di pre ruolo trascorsi su tale insegnamento senza soluzione di continuità, all’interno del decennio sono possibili passaggi da un ordine e grado di scuola sempre su posto di sostegno.
Il passaggio da posto di sostegno a posto curriculare del personale docente con contratto a tempo indeterminato è inteso come passaggio di cattedra ed è disciplinato dal CCNI sulla mobilità.
L’organico di sostegno è determinato in modo funzionale, senza più distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, prevedendo : 1) organici funzionali regionali, 2) organici di durata quinquennale , 3) un rapporto di 1/2 nella compilazione di detti organici, 4) la possibilità di rivedere e consolidare ogni anno gli organici funzionali entro l’1.9, per assicurare i necessari rapporti 1/1 per i casi definiti gravi.
L’organico funzionale non dovrà prevedere alcun taglio di posti rispetto all’ultimo organico di fatto, prima dell’entrata in vigore dell’organico funzionale regionale quinquennale.

 

di: Libero Tassella

da: www.tecnica della scuola.it