“Con la legge Granato cominciamo a smantellare la Buona Scuola renziana” esulta il M5s. Critiche dall’ex ministro Fedeli: “Errore. Era un’opportunità”

Dopo il passaggio in VII Commissione cultura, con 146 sì, 66 no e 9 astenuti, il Senato dà il via libera al ddl sugli ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti. Il provvedimento costituito da un solo articolo modifica la legge della Buona Scuola, abolendo l’istituto della chiamata per competenza dei docenti, in quanto considerato eccessivamente discrezionale, ed elimina il riferimento agli ambiti territoriali del ruolo.

Inizia così, come annunciato contratto del “Governo del cambiamento”, lo smantellamento della “Buona Scuola” renziana. Introdotta con la legge 107 del 13 luglio 2015, la chiamata diretta consentiva al preside di scegliere arbitrariamente i docenti da chiamare senza essere vincolati allo scorrimento della graduatoria. Con la nuova norma introdotta dal ddl che passa ora all’esame della Camera, l’assegnazione dei docenti avverrà, invece, per singole istituzioni scolastiche e i vincitori di concorso sceglieranno in base alla graduatoria i posti disponibili nella Regione.

“Oggi è una bella giornata per gli insegnanti italiani e per tutto il mondo della scuola. Dando seguito a un impegno assunto dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale, oggi il Senato ha approvato il disegno di legge a prima firma della capogruppo in commissione istruzione Bianca Laura Granato, che abolisce la chiamata diretta e gli ambiti territoriali – hanno affermato i senatori M5s della Commissione Istruzione –. Un meccanismo perverso per cui gli insegnanti sono stati costretti a sottoporsi a dei provini presentando il proprio curriculum alle scuole, in base ai requisiti richiesti da un bando formulato dal dirigente scolastico. Con la legge Granato cominciamo a smantellare la Buona Scuola renziana. Il messaggio che diamo al mondo della scuola italiana è chiaro: basta incertezze, basta disparità, basta precarietà e discontinuità. Garantire trasparenza al reclutamento e continuità all’insegnamento significa ridare agli insegnanti italiani il rispetto che meritano e dare certezze a studenti e famiglie. Auspichiamo si giunga presto all’approvazione definitiva dopo il passaggio alla Camera”. 

Critiche arrivano, invece, dall’ex Ministro Valeria Fedeli secondo la quale la chiamata diretta “non andava eliminata” in quanto, dopo l’intesa raggiunta con i sindacati, il meccanismo era stato aggiustato in maniera tale da non risultare “discriminatorio”. Nella sua nuova veste per Fedeli la chiamata diretta poteva costituire “un’opportunità” per le scuole che ora viene negata.

da: www.teleborsa.it

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