Attilio Fontana avverte tutti al forum di Cernobbio: nel caso in cui la Lombardia non otterrà l’autonomia sulla scuola, si procederà tramite la creazione di una legge regionale.

Come leggiamo da un articolo del Giorno, il presidente della Lombardia era presente all’evento in occasione di un incontro sull’autonomia assieme ad altri suoi colleghi quali Vincenzo De Luca (governatore della Campania) e Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna).

Queste le parole di Fontana nel corso del suo intervento“La scuola credo non potrebbero non considerarla tenuto conto che c’è una sentenza della Corte Costituzionale che già dichiara che le Regioni possono organizzare una parte di questa materia. Se dovessero dire di no faremo una legge nel rispetto di quella sentenza della corte costituzionale”. Il governatore ha inoltre aggiunto che non ottenere l’autonomia su scuola e sanità, sarebbe per la Regione Lombardia qualcosa di “inaccettabile”.

Riguardo il tema sanità, Attilio Fontana ha precisato: “La sanità è uno degli ambiti in cui notiamo le maggiori difficoltà a proseguire. Sulla scuola non mi accontenterei del modello emiliano. Loro vogliono solo la formazione, ma dato che noi quest’anno abbiamo quasi 14mila cattedre vuote vorremmo dare il nostro contributo per fare in modo che dall’anno venturo i nostri ragazzi non abbiano queste difficoltà. Ho sentito il ministro Boccia dire che vuole incontrare i tre governatori quindi aspettiamo la convocazione”. Il governatore della Lombardia sembra essere disponibile al dialogo, ma fino ad un certo punto: “Sono disponibile a discutere a patto che si mettano da parte pregiudizi e affermazioni sgangherate e che si riparta dal lavoro già fatto”.

Parlando del rapporto con De Luca, Fontana ha preciato che a dividerli non sono le posizioni, bensì i conti. Il governatore della Regione Lombardia ha spiegato come il suo corrispettivo campano abbia citato conti incompatibili con ciò che vuole dimostrare, poiché sono ricompresi anche i costi delle pensioni. Fontana ha concluso: “È ovvio che il Nord riceve un contributo con le pensioni ma prima il Nord ha versato un contributo per caricare le pensioni. Lo stesso vale per la sanità: sono compresi nei conti le spese per guarire anche i non lombardi che sono più di un milione ogni anno e ci sono gli interessi dei bot”.

 

di: Marco Della Corte

da: www.ilgiornale.it

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