La legge Concretezza (N. 56/2019), entrata formalmente in vigore lo scorso 7 luglio, sancì l’introduzione degli ormai famosi ‘controlli biometrici‘. Una legge che suscitò non poche polemiche in seno al mondo scolastico, un provvedimento fortemente voluto dall’ex ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno.

Fioramonti su legge impronte digitali

C’è da sottolineare, comunque, che la legge, affinché possa trovare la sua applicazione, necessita di uno specifico decreto attuativo, decreto la cui definizione era prevista entro questo mese di settembre. Un’applicazione che, in ogni caso, avrebbe dovuto attendere l’installazione delle costose apparecchiature necessarie per il riconoscimento delle impronte digitale in tutte le sedi scolastiche.
Sembra che la rivoluzione politica a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane finirà per incidere sensibilmente anche su questa misura. Per quale motivo? Il neo ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti ha espressamente annunciato di voler chiedere l’abrogazione della legge che impone le impronte digitali all’ingresso per i presidi.

Anp accoglie la notizia con estrema soddisfazione

La notizia viene riportata dal quotidiano economico ‘Italia Oggi’, una presa di posizione decisa quella del neo titolare del Miur, accolta favorevolmente da dirigenti scolastici e personale Ata (la normativa prevedeva l’esclusione dei docenti). Il ministro Fioramonti ha parlato di legge che dovrà essere abrogata ‘al secondo Consiglio dei Ministri’, una dichiarazione che rende bene l’idea di come il provvedimento non piaccia affatto al nuovo ministro.
La notizia, manco a dirlo, è stata accolta con ‘estrema soddisfazione’ dall’Anp, l’associazione nazionale presidi. Il dirigente scolastico, come sottolinea l’Anp, non ha un orario fisso di lavoro. Senza contare i costi: 200-300 milioni di euro, secondo i calcoli dell’Associazione Nazionale Presidi.
di: Luigi Rovelli
da: www.scuolainforma.it