Trovata l’intesa con le organizzazioni sindacali della scuola. Esulta il ministro Fioramonti: “Migliorerà la qualità dell’insegnamento”.

Dopo l’approvazione “salvo intese” ottenuta dai gialloverdi, ora è stato trovato l’accordo bis sui precari della scuola.

La nuova intesa è stata firmata nel pomeriggio: previsto un nuovo concorso straordinario per le medie superiori, che sarà però riservato a chi ha 3 anni di servizio prettamente nella scuola statale. In tal modo 24mila precari saranno portati in ruolo; chi risulterà idoneo (ma non vincitore) verrà abilitato. Proprio qui spunta la novità: gli “esclusi” saranno abilitati a giugno 2020 nelle graduatorie di seconda fascia ma solamente se avranno preso 7/10 alla prova scritta.

Le novità

L’intenzione del nuovo decreto è inoltre quello di favorire i precari ingolfati in una graduatoria: avranno la possibilità di scegliere volontariamente il luogo del loro posto di lavoro. Vincitori e idonei dei concorsi 2016 e 2018, qualora lo ritenessero opportuno, potranno spostarsi in un’altra provincia. Un ulteriore concorso sarà riservato per gli assistenti amministrativi (oggi mancano 3500 posti): avranno libero accesso se hanno tre anni di servizio ma sono sprovvisti di titolo.

Sul proprio profilo Facebook Lorenzo Fioramonti ha commentato l’accordo raggiunto: “Poco fa al termine di una lunga e complessa trattativa abbiamo siglato l’intesa con le organizzazioni sindacali della scuola per risolvere una questione lasciata irrisolta dal governo precedente“. Il ministro dell’Istruzione ha fatto sapere che “a partire dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari con oltre 3 annualità di servizio“. La scuola sarà così aiutata a mettere “in cattedra i nuovi assunti dall’inizio dell’anno scolastico“; saranno inoltre riattivati “i concorsi ordinari per tutti“. Fioramonti infine ha concluso che si tratta di “un’opportunità di formazione e abilitazione per gli idonei del concorso straordinario che i nostri figli troveranno il prossimo anno in classe e che potranno così migliorare la qualità del loro insegnamento“.

di: Luca Sablone

da: www.ilgiornale.it

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