ImageServerGli esami di maturità appena conclusi hanno ripresentato all’attenzione dell’opinione pubblica l’eterno tema dell’insegnamento della lingua sarda nella scuola.

Se da un lato a Cagliari un ragazzino di 13 anni ha sostenuto con successo l’esame di terza media parlando in sardo, non è andata però allo stesso modo a una ragazza a Tortolì, Elisa Melis, a cui la commissione ha detto un secco no. Sulla scia di questi fatti, c’è chi ha pensato bene di affrontare la questione dell’insegnamente della lingua sarda una volta per tutte. Così i vertici del Partito sardo d’azione stamane, nel corso di una conferenza stampa convocata a Cagliari, hanno presentato una proposta di legge per renderla obbligatoria in tutte le scuole dell’isola. “Periodicamente si ripetono incursioni di oscuri funzionari dello Stato – si legge nella relazione introduttiva alla proposta – che pretendono di cancellare i nomi in lingua sarda dei nostri paesi e città, che ignorano i nostri diritti”. “Dobbiamo purtroppo registrare che permangono in Sardegna forti discriminazioni a causa della nostra lingua – spiegano i sardisti – messe in rilievo dall’ultimo episodio della studentessa alla quale è stato impedito di sostenere il suo esame in sardo”.

Con la modifica del primo articolo dello statuto speciale, il Psd’Az propone il sardo come lingua ufficiale e parificata all’italiano e chiede lo stesso riconoscimento per il catalano ad Alghero, oltre all’insegnamento obbligatorio – nelle scuole di ogni ordine e grado dell’Isola – della storia, della cultura e della lingua della Sardegna. Secondo i sardisti, infatti, lingua sarda continua ad essere minacciata e discriminata dallo Stato italiano. “La questione linguistica deve essere centrale nella politica del Partito sardo d’Azione e, più in generale, di tutte le altre forze politiche in Sardegna. Ora staremo vedere chi voterà a favore della nostra proposta di legge”, ha detto il segretario nazionale del Psd’Az Giovanni Angelo Colli in riferimento alla presentazione della proposta di legge. Un fatto che il segretario dei Quattromori non esita a spiegare ulteriormente: “questo è un punto programmatico fondamentale sul quale si misurerà qualunque futura ed eventuale alleanza per il Governo della Sardegna”.

 

di: Michele Spanu

da: www.sassarinotizie.com