social-scuola1-500x327Lo dicono i numeri: sei ragazzi italiani su dieci, tra i 9 ed i 16 anni, si connettono ogni giorno a internet.

E quasi tutti (l’85%) navigano in Rete per fare i compiti. I dati arrivano dalla ricerca Eu Kids Online (finanziata dall’Ue e coordinata dalla London School of Economics and Political Science). Mentre le statistiche di Facebook rivelano invece che, su 24 milioni di italiani registrati sul social, il 13% ha tra i 13 ed i 18 anni ed il 19% tra i 19 ed i 24. Mettendo insieme i risultati dei due studi, appare chiaro che molti studenti italiani si connettono a internet e ai social e molti di loro usano la Rete anche come supporto per i compiti e lo studio. Perché non tenerne conto, ora che sta per iniziare l’anno scolastico 2013/2014?

La testata americana Mashable suggerisce delle “istruzioni per l’uso” dei social durante le lezioni. Ecco alcuni spunti per gli insegnanti:

Incoraggiare gli studenti a condividere il loro lavoro grazie ai social – per esempio, i lavori artistici si possono fotografare e pubblicare su Flickr con una tag comune, ma con i nuovi album condivisi su Facebook (che permettono a un gruppo di massimo 50 utenti di caricare un massimo di 10mila foto) anche le foto di una gita scolastica, il materiale per una ricerca o gli scatti che documentano le fasi di un progetto possono essere messi a disposizione di tutti;

Utilizzare gli hashtag per facilitare la discussione – un seminario, una conferenza, un ospite che interviene durante le lezioni? Creare un filo conduttore mediante un hashtag e ricreare l’evento mediante storify può essere una soluzione diversa dai soliti appunti;

Spronare gli studenti a creare un blog – da un lato, possono imparare a muovere i primi passi sul web occupandosi dei propri interessi. Dall’altro, può diventare un biglietto da visita da utilizzare per farsi conoscere anche dopo il diploma o la laurea;

Risalire alle fonti delle informazioni – una volta, per le ricerche, ci si incontrava in biblioteca e si spulciavano volumi su volumi. Ma se bisogna preparare un approfondimento su un argomento, non è meglio contattare direttamente l’esperto che se ne occupa? Tra Twitter, Facebook e LinkedIn (e, nel caso non funzionassero i social, anche la cara vecchia email) c’è solo l’imbarazzo della scelta su come contattare la fonte delle informazioni che possono essere utili agli studenti;

Usare Google Hangouts –  la videochat di Google che permette conversazioni allargate a gruppi di persone può essere utile in caso di conferenze con ospiti esterni, ma anche di colloqui con i professori o lezioni di recupero.

 

di: Greta Sclaunich

da: www.seigradi.corriere.it