MamianiLa scuola digitale, con le sue [email protected], [email protected] 2.0, aula 3.0, con i suoi tablet, computer, Lim, è stata presentata come una grande innovazione

con tutte le ovvie criticità del caso, che rischia seriamente di fermarsi al punto zero.
Questo perché a quanto pare mancano le risorse.
Il liceo classico statale “Terenzio Mamiani” ha aperto una strada che pur comprensibile rischia di essere pericolosa. Questo il testo dell’annuncio pubblicato sul sito del liceo romano:
“Gentili Genitori, il nostro liceo, in questi ultimi mesi è stato cablato, reso più adeguato alle nuove tecnologie: computer e Lim. Ora però abbiamo necessità di implementare il parco macchine di cui disponiamo e Vi chiediamo di collaborare con la Scuola, donando computer, monitor, portatili, stampanti, scanner… in buono stato ovviamente! La scuola rilascerà un documento attestante la donazione. Per informazioni potrete rivolgerVi allo staff”

Sembra che vi sia stata una buona ed immediata risposta, specialmente da parte di realtà private ed aziendali.
E questo è il succo della questione.
Lo Stato che dovrebbe essere l’unico deputato ad investire nella scuola, con la scusa dei tagli, favorisce l’intervento, pur legittimo, di soggetti terzi nella scuola.
Interverranno fondazioni, banche, assicurazioni, grandi e piccole imprese, per finanziarie e sostenere quelle scuole che loro sceglieranno di sostenere ed ovviamente con tutti i benefici diretti ed indiretti del caso.
Alle famiglie si continuano a chiedere continui esborsi, il così detto contributo volontario è lentamente diventato un contributo per prassi obbligatorio, a tal proposito è il caso di evidenziare che l’Ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia ha appena concluso un monitoraggio su tale questione e si attendono gli esiti.
Si costringono le scuole a dotarsi di grandi tecnologie per non rimanere indietro nel tempo della grande tecnologia, per poter competere con le “migliori” scuole nella logica dell’attrattiva che le stesse devono manifestare, che per rispettare le indicazioni ministeriali, ma i fondi non ci sono o nei migliori dei casi non sono sufficienti, dunque si costringono queste a facilitare l’intervento di soggetti terzi con, come accaduto in questo caso, la giustificazione della donazione.
Tutto legittimo, ribadisco, ma a parer mio opinabile ed anche pericoloso.
Il fallimento della scuola digitale che costringe le scuole ad elemosinare computer e tanto altro, tipo carta igienica, è certamente significativo e lascia ben intendere in che condizioni si trova la scuola pubblica italiana
di: Marco Barone

da: www.tecnicadellascuola.it