Libro di testoPer ridurre i costi si autorizzano gli studenti ad adoperare anche libri usati, si blocca la superfetazione di libri “consigliati” (che andranno appositamente deliberati).

E impegna i dirigenti scolastici a vigilare sulla attuazione. Dal libro completamente digitale del terzo millennio a quello cartaceo, anche di una vecchia edizione, come si faceva nel secolo scorso. Quella annunciata dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza e dal premier Enrico Letta poche ore fa ha l’aria di essere una rivoluzione “al contrario” che verrà comunque salutata con gioia dai genitori alle prese con l’annuale salasso dei libri di testo scolastici. Che autorizza gli studenti all’utilizzo dei testi usati. Nelle pieghe del decreto-scuola varato questa mattina dal Consiglio dei ministri si scorgono una serie di interventi sulle adozioni dei libri di testo che “mirano a ridurre la spesa per l’acquisto dei libri scolastici”.

Cade l’obbligo, messo in discussione da parecchi docenti, di adottare i libri di testo scolastici. Infatti, i testi “potranno essere” adottati dai docenti in base alle norme vigenti. Le scuole che costruiscono i loro testi scolastici adattandoli alle esigenze dei propri alunni saranno da oggi pienamente legittimati a farlo. Ma non solo, il decreto entra nel merito dei tetti di spesa dei testi delle medie e del superiore cancellando la possibilità, dal prossimo anno, di aggirare la norma attraverso i libri consigliati. Questi ultimi, infatti, potranno essere deliberati soltanto se avranno “carattere di approfondimento e monografico”.

Insomma niente più furbetti a scuola, che inseriscono come “consigliati” grammatiche, libri di matematica o di intere discipline. E per evitare l’abitudine tutta italiana di lasciare le norme sulla carta, il ministero usa il pugno di ferro contro i dirigenti scolastici che disattenderanno tale norme. Perché l’esecuzione delle delibere con spesa che superi il tetto verrà considerata alla stregua di un illecito disciplinare”. Mentre per coloro che hanno difficoltà anche a dotarsi della lista dei libri che rispetti il tetto fissato dal ministero arriva il “comodato d’uso” da parte delle scuole. A questa finalità vengono destinati 8 milioni di euro che verranno ripartiti tra le scuole con la precisa finalità di acquistare libri da fornire in comodato d’uso agli studenti delle medie e delle superiori.

Con questa cifra è possibile acquistare circa 300mila volumi  –  50 per scuole circa  –  da dare ai più bisognosi. E consente alle famiglie di utilizzare anche i testi dei fratelli maggiori o quelli acquistati a metà prezzo nelle bancarelle dell’usato, che potrebbe avere un boom di vendite e una impennata dei prezzi. Il decreto, per il solo anno scolastico 2013/2014, informa i docenti che “non potrà essere escluso l’uso da parte dei singoli studenti di libri nelle edizioni precedenti, purché conformi alle Indicazioni nazionali”. Basta, in sostanza, che si tratti di un libro abbastanza recente dello stesso autore e delle stessa casa editrice.