La-future-classroomOltre 8mila copie dei testi scolastici autoprodotti con il programma Book in Progress sono state consegnate stamani a 300 matricole dell’Itis Majorana di Brindisi.

Il preside della scuola, Salvatore Giuliano, ha inoltre presentato alle matricole la “Future classroom”, l’aula multimediale in cui si svilupperanno nuovi metodi di apprendimento, attraverso l’utilizzo di internet e degli ultimi ritrovati della tecnologia, inaugurata alcuni mesi fa. La scuola di via Montebello, nel rione Santa Chiara, si conferma così un centro d’eccellenza nell’ambito della pubblica istruzione.

Ideato nel 2009 dallo stesso Giuliano, il progetto Book in Progress ha fatto proseliti a livello nazionale, dando vita a una rete di 800 docenti che contribuiscono alla stesura dei libri di testo per le seguenti discipline: italiano, storia, geografia, scienze integrate chimica, inglese, scienze integrate fisica, diritto ed economia, matematica, informatica, tecnologia e disegno, scienze naturali per le prime e seconde classi dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali.

Valide per i piani di studio dei primi due anni, le copie dei testi Book in Progress vengono consegnate a titolo del tutto gratuito. I genitori devono farsi carico solo dei costi di tipografia, pari a 50 euro, e con il denaro risparmiato dovranno acquistare una tantum un tablet da 300 euro: supporto essenziale per il percorso formativo dei figli.

“A livello nazionale – dichiara il preside Giuliano – sono state consegnate circa 80mila copie dei Book in Progress. Il risparmio per ogni famiglia è circa dell’80%. Basti pensare che a fronte di un tetto di spesa di circa 350 euro per l’acquisto dei libri di testo, le famiglie del Majorana hanno speso solo 50 euro per i costi di tipografia. Il risparmio di spesa è stato investito in tecnologia. Ogni alunno è infatti dotato di un tablet con le copie digitali del Book in Progress, che ha quindi due canali: sia quella cartaceo, tradizionale, che quello digitale con i book multimediali”.

Il preside resta quindi nel solco dell’innovazione. “Prevediamo – aggiunge Giuliano – di realizzare classi virtuali con alunni di ogni parte d’Italia. Abbiamo già lanciato in via sperimentale questa iniziativa, che ha prodotto eccellenti risultati. Altra forma di sperimentazione è quella di utilizzare le così dette aule del futuro, le Future classroom, invertendo completamente il paradigma dell’apprendimento”.

Nella Future classroom, diversi gruppi di studenti lavoreranno alla produzione di un video, di un test e di un E-book. “Ogni gruppo – spiega Giuliano – presenterà agli altri gruppi i risultati raggiunti. L’esposizione avverrà in una piccola agorà allestita all’interno dell’aula: un luogo in cui sviluppare la capacità di esporre in pubblico e di confrontarsi con il pubblico”.

E sulla ventilata ipotesi che l’istituto possa trasferirsi, a medio-lungo termine, all’interno della Cittadella della Ricerca, dove sarebbe a contatto con laboratori universitari e di ricerca, Giuliano non esprime alcuna preclusione. “Se il trasferimento di una comunità scolastica – dichiara il preside – è funzionale al miglioramento degli spazi e dell’offerta formativa che noi diamo alle famiglie, è un’ipotesi che si può prendere in considerazione. Se il trasferimento viene predisposto per ragioni di portafoglio, pur tenendo conto della difficile situazione economica in cui versano gli enti pubblici, il discorso cambia”.

La priorità di Giuliano, ad ogni modo, è quella di salvaguardare le esigenze delle famiglie. “Non è detto che si debba rimanere in città – afferma il preside – l’importante è che se si va in periferia, o in estrema periferia, ci siano i servizi necessari per raggiungere la scuola (e, a tal proposito, è bene ricordare che la Cittadella della Ricerca è già servita da una fermata dei pullman di linea della Stp ed entro la fine del 2014, se verranno rispettati i tempi previsti da un protocollo di intesa sottoscritto fra Regione, Provincia, Comune e Rete ferroviaria italiana, dovrebbe essere collegata alla linea Brindisi – Taranto, attraverso una nuova fermata ferroviaria, ndr)”.

“Al giorno d’oggi, non possiamo pensare – conclude Giuliano – di avere la scuola sotto casa, né tantomeno io vorrei la scuola sotto casa. Ma l’importante è che, se si fa il trasferimento, ci sia un progetto di scuola del futuro, con nuovi ambienti e nuovi spazi”.

 

 

di: Gianluca Greco

da: www.brindisireport.it