RoncagliaSvolgimento sensato: ogni docente ha un suo tablet con una app…

(protetta da password o in futuro da controllo biometrico) attraverso cui caricare man mano i propri dati on the cloud. In caso di necessità (tablet dimenticato, scarico ecc.), può comunque eseguire la stessa procedura anche dal computer in classe.

Svolgimento effettivo (caso reale): ogni mattina la segreteria consegna a ogni docente una chiavetta USB vuota. Ogni mattina il primo docente a entrare in classe la inserisce nel computer presente in classe. All’inizio di ogni lezione ogni docente crea (con procedura protetta da password) il file del proprio registro elettronico sulla chiavetta, e inserisce i dati. Quando finisce la lezione chiude il proprio file, lasciando la chiavetta nel computer. La procedura sarà ripetuta da ogni docente della mattinata: ciascuno aprirà – usando la propria password – il proprio file sulla chiavetta, e lo chiuderà all’uscita dalla classe. Alla fine della mattinata l’ultimo docente porta la chiavetta USB in segreteria. Questo per ognuna delle trenta classi della scuola. In segreteria, a fine mattinata, una segretaria apre la procedura on-line, poi per ogni singola chiavetta (ricordiamo che ce ne sono trenta) apre i singoli file dei singoli docenti (4-5 a classe) e li carica uno per uno on-line. In tutto, ogni giorno la segreteria deve a occhio caricare sulla procedura on-line circa 120 file, cambiando 30 chiavette, e facendo sempre attenzione ad attribuire ogni singolo file al docente giusto e alla classe giusta.

Domande: sulla base dello svolgimento effettivo sopra descritto, stimare la frequenza relativa dei seguenti avvenimenti: 1) uno studente si frega la chiavetta durante l’intervallo; 2) l’insegnante che esce alla quarta ora pensa che la chiavetta la porterà in segreteria il docente della quinta ora, che però quel giorno è assente; 3) il computer della classe e/o quello della segreteria è bloccato da virus diffusi attraverso lo spostamento continuo delle chiavette; 4) un docente distratto stacca inavvertitamente la chiavetta senza seguire la procedura di chiusura dei file, che risulterà poi non leggibile in segreteria; 5) la mattina il computer di classe non si accende / non carica il sistema operativo / non vede la chiavetta, per qualcuno dei mille motivi possibili; 6) supponendo – con una certa dose di ottimismo – che la segreteria abbia una precisione del 99% nel caricamento dei dati e nell’attribuzione di ogni file alla classe e al docente giusti, calcolare il numero di errori che saranno commessi in un anno scolastico prevedendo il caricamento di 120 file ogni giorno; 7) fornire una stima del numero di giorni necessari prima che docenti e segretari distruggano computer, chiavette e possibilmente anche la segreteria, chiedendo a gran voce di tornare ai registri di carta o – in mancanza – a registri da scalpellare su pietra; fornire una stima della propensione all’innovazione e all’uso degli strumenti digitali da parte dei docenti dopo 2-3 mesi di questa procedura.

 

di: Gino Roncaglia