media.giuntiscuolaOrmai è legge: le scuole si devono dotare del sistema di registrazione elettronica.

Basta scartoffie, all’insegna dell’interazione con le famiglie, che potranno da casa, conoscere in tempo reale l’andamento scolastico dei propri figli e nella lungimirante prospettiva di costruire mano a mano, nel corso dell’anno scolastico, un archivio elettronico, funzionale ed efficiente.

Bellissimo progetto, se non si scontrasse con l’italica realtà, se non si stagliasse su una scuola le cui carenze strutturali sono ormai praticamente ingestibili. E, bisogna sottolinearlo, in questo contesto non esiste Sud o Nord, visto che lo stivale intero è mirabilmente accomunato dall’impossibilità di applicare le imposizioni ministeriali riguardo proprio all’attivazione della registrazione elettronica.

Ma andiamo con ordine…

L’inadempienza pubblica nell’adeguamento strutturale degli edifici scolastici, per prima cosa, sta determinando la grottesca situazione che, in diverse scuole statali, non esiste neanche una presa di corrente nelle aule. In queste situazioni, quindi, si sta generando un nuovo nomadismo, effettuato da docenti che, armati di portatile e filo di alimentazione, cercano fuori dall’aula una presa per ricaricare il loro computer. I più “facoltosi”, allora, si sono dotati di iPad, a loro spese ovviamente, perché l’obbligo di utilizzo del sistema informatico non è stato supportato dalla previsione di una dotazione adeguata al corpo docenti in servizio, tanto meno ai docenti precari.

Altra incredibile possibilità, poi, è che le scuole non tutte siano dotate di wi-fi, cosa che rende davvero impossibile soddisfare l’imposizione ministeriale. E questo non è risolvibile portandosi “da casa” la dotazione, ovviamente.

Ma è poi davvero risolutiva la pratica della registrazione elettronica? Davvero le scuole saranno migliori e più efficienti con l’utilizzo di questo strumento? Sembra che l’intero corpo docenti sia a dir poco critico, perché il tempo speso per soddisfare gli adempimenti che prima venivano svolti in modo più flessibile, dato l’utilizzo del cartaceo, appesantiscono e sottraggono tempo prezioso alla didattica, incidendo negativamente anche sull’attenzione degli alunni e sulla conduzione della propria attività di
insegnamento.

Insomma, l’impatto dell’introduzione di un sistema informatizzato di registrazione e di annotazione, a scuola, non è stato proprio positivo e ciò che è peggio è che nessuno ne parli, abituati come siamo, noi docenti, a cavarcela da soli, anche in trincea. Ma è bene che anche questi problemi, come tutti gli altri, di ordinaria amministrazione, comincino a trapelare, a girare sulla bocca di tutti, per costringere il MIUR, ma anche tutta la società civile, ad interrogarsi sul perché possano accadere certi fatti, quali ragioni ci siano dietro alle disfunzioni del sistema scolastico italiano, ormai alla deriva e, soprattutto, che non è tutto oro quello che luccica. La demagogia, il fumo negli occhi sono ormai all’ordine del giorno e smascherare le varie forme di inadempienza e di inefficienza è un preciso dovere non soltanto degli insegnanti ma di tutti, vista l’importanza istituzionale del sistema scolastico per il nostro Paese.

 

 

di: Valeria Bruccola per Adida

da: www.orizzontescuola.it