IntervistaDoveva essere una rivoluzione, per ora la digitalizzazione della scuola sarda è affidata alla buona volontà dei docenti più giovani e più pratici degli strumenti informatici.

125 milioni di euro finanziati con fondi europei FESR e FSE, tanto vale la novità che dovrebbe portare negli istituti isolani lavagne interattive, registri elettronici e tablet per tutti gli studenti.

Ad anno scolastico avviato la formazione dei docenti è ancora in corso, ci sono le lavagne (Lim). Ma dei tablet neppure l’ombra. Dovevano esserne distribuiti trentamila fin dall’inizio dell’anno, invece ne arriverannosolo 820, sperimentalmente in sette scuole: a Bosa, Olbia e  Bono, Muravera, Perfugas, Desulo, e Iglesias. Tutte aree “in cui – spiega la delibera regionale che a settembre dava il via libera alla distribuzione – si riscontra corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica, e che risultano caratterizzate da forte esclusione sociale e culturale”.  

Intanto nelle scuole dove le lavagne ci sono già si iniziano i primi test: “Questa settimana abbiamo imparato accensione, calibratura e uso delle Lim, dalla prossima settimana saremo in grado di usarle nelle lezioni”- spiegano dalla scuola Pitz’e Serra-Giua a Quartu. “Dei tablet invece non sappiamo nulla”. Resta poi il problema dei costi. “La lampada di un proiettore dura sei mesi, e costa 300 euro. In questa scuola ci sono 45 lavagne. Potremmo non essere in grado di sopportare le spese”.

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da: www.tiscali.it