latino_1Il quotidiano “Avvenire” ha chiesto ad alcuni esperti se, e come, va rivisto l’insegnamento del latino nei licei, per riportare interesse nel ragazzi verso la cultura classica ed umanistica.

Secondo Nicola Flocchini,autore,insieme con Piera Guidotti Bacci, del corso di latino più diffuso nei licei italiani, bisogna ripartire dalle motivazioni, puntando soprattutto sul fatto che la traduzione dal latino garantisce l’acquisizione di alcune competenze: scegliere i dati pertinenti, formulare ipotesi, fare inferenze, verificarle, che sono le stesse richieste dalla ricerca scientifica e dal problem solving.

Riguardo al metodo il professor Flocchini consiglia di puntare ad uno studio della grammatica semplificato, partendo dall’italiano e confrontandolo con le strutture del latino.

Sul razionalizzare la didattica è d’accordo anche la professoressa Bacci, che consiglia però di non tagliare i contenuti in maniera discriminata, ma di personalizzare l’insegnamento sulla base dei diversi indirizzi di studio, proponendo ad esempio altri tipi di esercizi, come le domande di comprensione su un testo o l’analisi di un brano latino con traduzione a fronte.

Su questo concorda un’altra esperta, la professoressa Ilaria Domenici, autrice di un altro famoso testo scolastico, che consiglia anche l’uso della tecnologia e lo studio in parallelo non solo con l’italiano, ma anche con le lingue straniere.

Raffaella Tabacco, professore ordinario di Letteratura latina e direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale,  formatrice da lungo tempo degli insegnanti della scuola secondaria, concorda con l’insegnamento del latino come fosse una lingua straniera, partendo dai vocaboli. Non dimenticando che comunque non è una lingua moderna, la grammatica dovrà restare alla base dello studio.Anche la Tabacco consiglia che lessico e regole siano insegnate in modo meno stantio e rigido.

 

da: www.orizzontescuola.it