476_43iPad a scuola tra luci e ombre, a Cremona è già partita la rivoluzione.

L’informatizzazione si è fatta largo anche negli istituti di Cremona. Tra luci e ombre. Le scuole primarie sono le meno attrezzate al cambiamento: sono centodieci in tutta la provincia, di cui la maggior parte in piccoli paesi. Dove la banda larga è perlopiù un’utopia e molte famiglie straniere sono in difficoltà quando si parla di moduli on-line e libri digitali. Non solo: dietro l’utopia del risparmio, potrebbe nascondersi il tranello dei costi.
Il decreto legge ‘Digitalia’ impone libri in versione digitale obbligatori dall’anno scolastico 2013/14 per tutte le scuole superiori, mentre dall’anno successivo la novità dovrebbe interessare anche elementari e medie. Primo passo per poter leggere gli e-book: servono le apparecchiature informatiche. Alcune scuole superiori sono state pioniere nella sperimentazione e hanno acquistato i tablet da fornire agli studenti delle prime classi, grazie al progetto regionale Generazione Web.
Se utilizzare il computer al posto dell’antologia piace agli alunni, l’addio alla carta viene salutato con qualche perplessità in più da famiglie e docenti. In alcune classi cremonesi, i tablet sono già realtà. Non senza difficoltà e il necessario periodo di rodaggio: serve la formazione per gli insegnanti e i ragazzi, per non parlare delle problematiche legate all’acquisto dei testi in digitale da parte delle famiglie, le case editrici non ancora del tutto preparate al cambiamento e la mancanza – almeno per ora – di un formato adeguato per leggere, annotare e modificare la pagina in funzione dell’esercizio e dello studio. Per mamme e papà rimangono, dunque, molte incognite. Sui costi, in primis. Il decreto legge n. 179 del 18 ottobre stabilisce che l’acquisto delle apparecchiature tecnologiche sia a carico delle famiglie, tranne nel caso in cui i genitori non riescano a sostenere la spesa. Una volta entrati in possesso del pc portatile, è il momento degli e-book. Da comprare on-line e rigorosamente con carta di credito. E chi non è pratico di acquisti su internet? C’è da sperare nell’aiuto della scuola. Senza contare che alcuni libri digitali hanno una licenza in scadenza dopo 5-6 anni.
Finora l’iniziativa, nelle scuole in cui è partita, ha ottenuto i finanziamenti di Regione Lombardia e del Miur ma, per i prossimi anni, certezze ancora non ce ne sono. Chi acquisterà effettivamente i tablet? L’investimento dipenderà da ogni singola scuola? Questioni pratiche, senza dubbio. Ma anche più squisitamente didattiche.
L’assessore provinciale all’Istruzione Paola Orini, nelle vesti di insegnante, sollecita una maggiore attenzione alla ‘persona’: «La digitalizzazione consente ai genitori di verificare on-line l’andamento scolastico dei figli, costantemente e senza doversi spostare da casa, ma questo non può sostituire un rapporto diretto con gli insegnanti. Servono il dialogo, un rapporto personale e umano tra docente e alunno e il mantenimento degli aspetti qualificanti dell’insegnamento tradizionale, come l’acquisizione della manualità nella scrittura».
In sostanza: scrivere un tema al computer o prendere carta e penna è sicuramente diverso. Scorrere le pagine di un e-book è un’esperienza interattiva ma toglie il piacere del contatto con il libro. Sfumature diverse dell’apprendimento del terzo millennio.
Tablet, iPad, netbook sono già diventati una realtà in 29 classi della provincia di Cremona, conferma la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Francesca Bianchessi. «Al centro della lezione non c’è più il docente, ma il gruppo che, attraverso una didattica partecipata e un cooperative learning, costruisce il ‘sapere’, produce contenuti digitali resi disponibili in ambienti on-line per tutti, sperimenta il ‘saper fare’. Anche la comunicazione scuola-famiglia è destinata a cambiare: è in tempo reale, tempestiva, puntuale e assidua».
È la classe del futuro. L’alunno 2.0, una volta messo l’iPad nello zaino, ha tutta la cultura in tasca.

Giorgia Cipelli

da: www.mondopadano.it