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La grande trasformazione della scuola 2.0. L’Italia non sta a guardare

Scuola 2.0Ha da poco tagliato su YouTube il traguardo di 10 milioni di visualizzazioni:

è un video dove alcuni protagonisti dell’innovazione come Bill Gates e Mark Zuckerberg raccontano cosa ha significato per loro mettere le mani sui software quando erano ancora tra i banchi di scuola. Sono storie affascinanti. È un filmato girato da un’organizzazione non profit, Code.org, dedicata a incoraggiare l’apprendimento dell’informatica soprattutto tra gruppi svantaggiati, come le minoranze etniche. Accelerano i cambiamenti nella formazione scolastica alimentata da internet, dispositivi mobili e cloud computing.

L’Italia riprende il passo
Sul territorio nazionale resta molta strada da fare. Un report dell’Ocse evidenzia che se la diffusione di tecnologie nelle scuole proseguisse alla velocità attuale occorrerebbero 15 anni per raggiungere i traguardi del Regno Unito. Ma le prime risposte non tardano ad arrivare. Con il Piano Nazionale Scuola Digitale saranno 74mila le lavagne interattive multimediali (Lim) nelle aule: le [email protected] 2.0 diventeranno 3mila e le Scuole 2.0 arriveranno a 30. Un recente decreto del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo prevede che i collegi dei docenti dall’anno scolastico 2014-2015 dovranno adottare libri che saranno unicamente nella versione digitale o mista. Inoltre dovranno rispettare i limiti decisi da una riduzione dei tetti di spesa per gli acquisti di testi da parte delle famiglie. Il provvedimento ha sollevato le proteste dell’Associazione italiana degli editori e dell’Associazione librai di Confcommercio-Imprese per l’Italia.

L’iniziativa Tablet School
L’Italia non resta a guardare una grande trasformazione grazie alla quale la tecnologia modifica profondamente i processi di apprendimento degli allievi. E facilita la partecipazione. A Bergamo il meeting Tablet School – domani al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII – farà il punto dell’evoluzione della scuola digitale. Dal palco gli studenti racconteranno le sperimentazioni nell’uso delle tecnologie nella scuola e faranno domande a docenti, esperti e giornalisti sulla trasformazione della didattica. L’appuntamento parte dal metodo sperimentato nella città lombarda con un progetto guidato da Dianora Bardi, insegnante al liceo scientifico Lussana di Bergamo e vicepresidente del Centro Studi ImparaDigitale.

Classi su internet
Il mutamento globale è già in corso. Ad accendere i riflettori ha contribuito il caso della Khan Academy: ha 10 milioni di allievi che seguono corsi attraverso YouTube. È nata per caso quando Salman Khan ha pensato di pubblicare su internet un video di matematica. E il successo lo ha convinto in pochi mesi ad abbandonare il suo lavoro di analista finanziario per dedicarsi a uno spazio online destinato all’insegnamento. A gennaio erano 228 milioni le lezioni fruite dagli utenti. Che hanno anche un’applicazione software per iPad dove possono guardare i filmati e chiedere ulteriori spiegazioni. Adopera meccanismi di gamification per coinvolgere gli allievi: ad esempio, la durata della visione contribuisce ad aumentare il punteggio associato al profilo degli studenti. Tutto gratuito. Ha voluto collaborare anche il Mit per offrire video registrati nel campus accademico. Il sogno di Kahn è diventato un simbolo di cambiamento.

Cloud learning
Sono coinvolti anche i Paesi emergenti. A vincere il premio di un milione di dollari assegnato da Ted è stato Sugata Mitra, docente alla Newcastle University. In un celebre esperimento del 1999 ha scavato un fosso nel muro di una strada a New Delhi e ha lasciato un personal computer collegato a una fonte di alimentazione: i bambini di una baraccopoli hanno iniziato subito a capire come utilizzarlo. È stato il punto di partenza per studiare in che modo imparano insieme. Con la somma di denaro ricevuta da Ted Sugata Mitra intende sviluppare un ambiente di cloud learning per le nazioni povere.

 

da: www. ilsole24ore.com

By |2018-04-25T21:22:21+00:00Aprile 5th, 2013|Didattica, Editoria, Eventi, Insegnanti, MIUR, Scuola Digitale, Scuole|0 Comments

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