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Un rapporto Eurydice sull’educazione fisica e sport in Europa.

Palesta“Educazione fisica e sport a scuola in Europa”, descrivere lo stato dell’arte dell’educazione fisica e delle attività sportive a scuola

in 30 paesi europei, ed è da considerarsi il primo tentativo della Commissione europea di individuare i punti chiave di debolezza e di forza dell’educazione fisica a scuola.

L’interesse verso la disciplina sportiva a scuola è cresciuto sempre di più e con il Trattato Europeo di Lisbona nel 2009 si sono offerte le basi giuridiche per richiedere lo sviluppo della dimensione europea nello sport e la promozione delle questioni sportive a livello europeo.
La disciplina sportiva a scuola porta numerosi benefici, ma soprattutto fornisce conoscenze e competenze trasferibili, come il lavoro in team, il comportamento leale, il rispetto, la consapevolezza del corpo e a livello sociale oltre ad favorire la comprensione generale delle “ regole del gioco”, che gli studenti possono immediatamente sfruttare anche per le altre materie scolastiche e nella vita.

L’educazione fisica è obbligatoria in tutti i curricoli nazionali esaminati a livello sia primario che secondario inferiore. Per quasi tutti i paesi, l’obiettivo principale è favorire lo sviluppo fisico, personale e sociale dei ragazzi. In Irlanda, Cipro e Finlandia si accompagna anche all’educazione alimentare come materia obbligatoria. Invece in Germania, Portogallo, Regno Unito e i Paesi nordici viene insegnata con approccio interdisciplinare.

Ciò significa che, ad esempio, durante la lezione di educazione fisica entrano in campo le scienze naturali e sociali e viceversa, a dimostrazione della correlazione esistente fra le materie.

Fra le attività obbligatorie dell’educazione fisica nelle scuole europee, generalmente sono più diffusi i giochi con la palla.

La quota di orario dedicata per l’educazione fisica è piuttosto bassa rispetto a quella prevista per altre materie; ciò significa che questa materia è comunemente ritenuta di minore importanza.

Questa differenza è particolarmente evidente nell’istruzione primaria. Qui la proporzione dell’ orario destinato all’educazione fisica si avvicina solo alla metà dell’orario dedicato alla matematica.

In alcuni Paesi l’educazione fisica non è limitata ai corsi di educazione fisica, ma è integrata nella routine giornaliera della scuola. Ad esempio in molte scuole danesi gli studenti praticano la ‘corsa mattutina’ prima dell’inizio delle lezioni. Altri paesi utilizzano intervalli prolungati durante i quali vengono svolti vari tipi di attività fisica all’aperto o in palestra.

La maggior parte dei paesi redige un rapporto finale a conclusione di ciascun anno con i risultati ottenuti insieme a quelli di altre materie. Alcuni paesi hanno messo a punto scale di valutazione a livello centrale in modo da fornire agli insegnanti strumenti armonizzati per valutare i risultati degli alunni all’interno di uno stesso paese. Queste scale, a loro volta, permettono comparazioni dei risultati di apprendimento a livello nazionale. In altri Paesi non c’è valutazione, come in Norvegia e a Malta per le scuole primarie e in Irlanda per le scuole primarie e medie. In Belgio e in Islanda ogni scuola sceglie i propri metodi di valutazione.

Gli insegnanti di educazione fisica sono spesso specialisti della materia: più alto è il grado di istruzione più si richiede il docente specializzato e laureato, per cui ci sono in Europa meno docenti specialisti alla scuola primaria, ma solo docenti specialisti alla secondaria.

Circa un terzo dei paesi analizzati nel rapporto sta lavorando a riforme che riguardano l’ educazione fisica.
Il Portogallo e la Finlandia, ad esempio, stanno cercando di elevare il profilo dell’attività fisica aumentando direttamente l’orario minimo di insegnamento.
La Grecia e l’Ungheria vogliono diversificare l’offerta dell’attività fisica organizzata a scuola.
Le riforme nazionali in molti paesi stanno anche cerando di migliorare le condizioni in cui la materia viene insegnata e di promuovere la formazione di coloro che la insegnano.

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By |2018-04-25T21:22:20+00:00Aprile 10th, 2013|Didattica, Formazione, Insegnanti, Scuola Media, Scuole, Scuole Superiori|0 Comments

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