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Stereotipi: nei libri di scuola uomini cavalieri e scienziati, donne casalinghe, maestre o streghe. E il Sole picchia la Luna

Irene Biemmi in Educazione sessista passa in rassegna i testi per le elementari di dieci case editrici. Il 59% dei protagonisti è maschio e le professioni a loro attribuite sono 50, contro le 15 svolte dalle donne. Quasi un personaggio femminile su 4 è definito solo dal ruolo di madre. E quelle che non cucinano vengono criticate. Gli uomini dal canto loro sono “condannati a impegni e responsabilità che non tutti vogliono”

Codice di autoregolamentazione con cui nel 1999 gli editori si erano impegnati a evitare sessismo e stereotipi e fornire “rappresentazioni equilibrate delle differenze”.

La realtà, dimostra Irene Biemmi nel suo Educazione sessista (Rosenberg & Sellier), è che molto poco è cambiato da quando (1973) Elena Gianini Belotti in Dalla parte delle bambine scriveva che “gli autori di libri per bambini si limitano a offrire loro gli stessi modelli proposti dalla famiglia e dall’ambiente sociale”. Biemmi, docente di Pedagogia sociale all’università di Firenze, ha passato al setaccio i libri – editi tra 1998 e 2002 – di dieci tra le maggiori case editrici attive nel settore scolastico in Italia: De Agostini, Giunti, La Scuola, Nicola Milano, Fabbri, Raffaello, Piemme, Elmedi, Capitello, Piccoli. Il primo dato che salta all’occhio è la netta prevalenza di protagonisti maschili, il 59,1% nel complesso (e addirittura il 74% nel testo della Raffaello Scuola) contro un 37% di storie con protagoniste femminili. Se si prendono in considerazione solo i racconti di avventura, il protagonista è maschio nel 72% dei casi.

Ma la variabile più interessante, sottolinea l’autrice, è il ruolo professionale attribuito ai protagonisti. Le professioni attribuite ai protagonisti maschi sono 50 contro le 15 svolte dalle donne. Tra le prime ci sono re(5 casi), cavaliere (4), maestro, mago, scudiero, scrittoredottore e poeta, mentre le donne fanno in ben 8 casi la maestra. Le altre sono streghe o maghe. Anche passando ai personaggi secondari l’asimmetria rimane: i mestieri maschili sono ben 80 – di nuovo cavaliere e re, ma anche capitano, soldatopiratamercante, monaco, cacciatore, bidello, marinaio, pittore, pompiere, sindaco, giornalista, ingegnere, geologo, comandante, fino a domatore di leoni e papa. Le donne? Per loro le professioni sono 23 e la maestra vince ancora con notevole distacco, seguita dalla strega. Ci sono poi alcune cameriere, dottoresse, pittrici, sarte, segretarie, dirigenti, ballerineannunciatrici dei tg, giardiniere, governanti, estetiste. Così “i bambini lettori vengono incentivati a “puntare in alto” offrendo loro un’ampia possibilità di scelta e modelli particolarmente gratificanti; per le bambine vale l’esatto contrario”. Perché “se la maggior parte delle professioni (e in particolare quelle più prestigiose e appetibili) sono attribuite al genere maschile sarà altamente improbabile che una bambina possa aspirare a farle proprie“. “Il lavoro casalingo è gravoso ma mai remunerato, e quindi viene inteso spesso dai bambini come un dovere biologico della donna-madre-moglie”, nota Dacia Maraini nella prefazione.

L’analisi del contenuto dei singoli brani mette in luce che accanto ai numerosissimi stereotipi di genere ci sono anche diversi antistereotipi: modelli paritari e anticonvenzionali, pur senza niente di straordinario. Semplicemente una donna descritta come “intelligente e libera“, “spiritosa e sicura di sé”,  una bambina avventurosa e fantasiosa. Più rari gli antistereotipi riferiti al genere maschile, tra cui un “uomo pauroso” e un “bambino timido, silenzioso, delicato e tranquillo”. Spesso però, nota Biemmi, le donne non convenzionali sono oggetto di critica. Non per i loro tratti psicologici ma per quello che fanno o non fanno: va bene essere intraprendenti e spiritose, ma la madre che lavora, non cucina e offre al figlio solo merendine confezionate, per esempio, viene biasimata.

di: Chiara Brusini
da: www.ilfattoquotidiano.it
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By |2018-04-25T21:23:14+00:00aprile 12th, 2018|Didattica, Editoria, Insegnanti, MIUR, News, Recensioni, Scuola Elementare, Scuole, Studenti|0 Comments

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