Convento dei Frati Cappuccini

Convento dei Frati Cappuccini

La chiesa dei Cappuccini di Sanluri, dedicata a San Francesco d'Assisi, fu edificata assieme al convento agli inizi del '600, tra il 1608 ed il 1609, grazie all'interessamento ed al contributo finanziario del marchese di Laconi. I lavori furono portati avanti anche con il sostegno della popolazione sanlurese, come risulta dai documenti dell'epoca: lasciti testamentari e donazioni alla "fabbrica di S. Francesco dei padri cappuccini" sono attestati infatti nei "Quinque Libri" della parrocchia di Sanluri a partire dal 1609 e per gran parte del sec. XVII. Chiesa e convento furono edificati seguendo il sobrio stile delle costruzioni cappuccine dell'epoca (si confronti a questo proposito in particolare il convento e la chiesa di Barumini, del 1610) ma, nel corso dei secoli, vennero sottoposti a restauri e ampliamenti che ne hanno modificato parzialmente l'aspetto originario. L'edificio di culto aveva in origine una facciata con terminale piatto e merlato, e portale centrale architravato sovrastato da oculo, come si può vedere in un particolare del dipinto seicentesco raffigurante la Vergine tra santi e anime purganti, custodito nella parrocchiale, proveniente dalla chiesa di San Martino. La chiesa ed il convento dei cappuccini sono individuabili in basso a destra, dove è illustrato uno scorcio di Sanluri durante l'epidemia di peste del 1652.

Internamente la chiesa era costituita da una semplice aula rettangolare voltata a botte, con due o tre cappelle sul lato sinistro costruite in tempi diversi. Come nelle coeve chiese cappuccine sarde, il presbiterio, coperto da volta a crociera, era separato dal retrostante coro ma comunicante tramite alcune aperture. Al coro era collegato il convento, come a Barumini addossato al lato destro della chiesa, e caratterizzato dal chiostro quadrangolare, con archi a tutto sesto e pozzo centrale.

La chiesa, parzialmente demolita e ricostruita tra il 1936 ed il 1940, e recentemente sottoposta ad ulteriori restauri, si presenta attualmente articolata in tre navate coperte da volte a botte ,navata centrale, e a crociera nelle navate laterali. Il presbiterio ed il coro, separati da semplice tramezzo ligneo, hanno volta a crociera il primo ed a botte il secondo. Nella navatella sinistra si susseguono tre cappelle, dedicate rispettivamente all'Immacolata, a Sant'Elisabetta, a San Giuseppe; nella navatella destra troviamo invece le cappelle di Sant'Antonio da Padova, di Sant'Ignazio da Laconi, del Sacro Cuore. Le cappelle di destra sono frutto dell'ampliamento avvenuto tra il 1939 ed il 1940, che ha avuto come conseguenza la riduzione dell'antico chiostro adiacente. In tale occasione vennero inoltre demolite e ricostruite le volte della navata e del presbiterio. Dell'antico edificio si conserva soltanto la prima cappella a sinistra.

Tra gli arredi della chiesa, la maggior parte dei quali di epoca recente, (v. il simulacro in cartapesta d'Assisi che abbraccia il Cristo in croce, opere databili tra la fine del sec. XIX e la prima metà del XX), spiccano la settecentesca statua della Vergine Immacolata (o Madonna degli Angeli), in legno intagliato e dipinto, e, soprattutto, il bel tabernacolo in legno intagliato dell'altare maggiore, databile tra la fine del '600 e gli inizi del '700. L'opera, proveniente dalla chiesa cappuccina di Sant'Antonio a Cagliari (oggi Sant'Ignazio), presenta la caratteristica forma a tempietto e reca, su tavolette dipinte nelle nicchie laterali, le immagini dei santi dell'Ordine: Benedetto, Antonio da Padova, Francesco d'Assisi e Felice da Cantalice. A Cagliari invece è custodito il tabernacolo proveniente dalla Chiesa di Sanluri.