Chiesa Nostra Signore delle Grazie 

Chiesa Nostra Signore delle Grazie 

La chiesa di Nostra Signora delle Grazie (sardocresia de Nostra Sennora de is Gratzias) è la chiesa parrocchiale di Sanluri.

La chiesa fu edificata intorno al 1776 e si erge sui resti di una chiesa medioevale, risalente al XVI secolo, di cui è rimasto solo la parte bassa del campanile, inglobata nella ristrutturazione avvenuta a fine Settecento. Per la grandezza della chiesa , si presuppone che l'edificio consacrato fu costruito per una sede vescovile, ossia una cattedrale ma la chiesa non ne ebbe mai uno. Nel 1776 l'architetto Carlo Maino fu incaricato per l'espansione della chiesa e la ristrutturazione della vecchia, che è diventata la navata laterale sinistra della chiesa odierna.

Nella parrocchiale è custodito il Retablo di Sant'Anna datato al 1576, raffigurante nella parte mediana la crocifissione ed attribuito ad Antioco Mainas.[1]

 Descrizione

La parrocchiale dedicata alla Vergine delle Grazie sorge sui resti di una chiesa risalente al XVI secolo, di cui si conserva solo la parte inferiore del campanile, inglobata nella ristrutturazione avvenuta a fine Settecento. 
L'architetto Carlo Maino nel 1776 ricevette l'incarico di elaborare un progetto di ristrutturazione della chiesa, ormai troppo piccola e vecchia per una popolazione in continuo aumento. Su disegno del Maino, collaboratore dell'architetto regio Giuseppe Viana, furono ricostruite la zona presbiterale e la cupola. 
La chiesa, di tipo tardobarocco, fu ultimata tra il 1792 ed il 1794, su disegni e calcoli del regio misuratore Gerolamo Massei, che apportò ulteriori trasformazioni ed ampliamenti. 
Nella parte inferiore dell'imponente facciata, fra quattro coppie di paraste con capitelli ionici e motivi decorativi tipicamente piemontesi, sono collocati il grande portale centrale, con timpano ad ali spezzate sorretto da colonne, e altre due porte laterali, incorniciate da delicate modanature e sovrastate da nicchie vuote. 
Una cornice aggettante divide il primo dal secondo ordine nel quale, in corrispondenza col portale centrale, si inserisce una semplice finestra sormontata da fastigio sormontato da una mensola sporgente. In cima alla facciata spiccano tre edicole, di cui quella centrale, più alta e delimitata ai lati da volute, si conclude con un timpano. 
La torre campanaria, a pianta quadrata, si eleva sul lato destro, leggermente arretrata rispetto al prospetto. Nella parte originaria di tipo gotico-catalano, le aperture ogivali sono sormontate da archetti pensili mentre la sovrastante cella campanaria, tardobarocca, è conclusa da un cupolino ottagonale. 
L'interno è a pianta longitudinale divisa in tre navate e transetto, alle cui testate si aprono due cappelloni dedicati a Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano. All'incrocio dei bracci, su un alto tamburo poligonale, è impostata la cupola. 
Nella chiesa si conserva il Retablo di Sant'Anna, polittico tardocinquecentesco dipinto a tempera su tavola. 

 La chiesa di Nostra Signora delle Grazie è la chiesa parrocchiale di Sanluri e si trova al centro dell'abitato. La facciata presenta una partizione orizzontale in diversi ordini definita attraverso aggettanti cornici marcapiano. La divisione verticale si ha invece attraverso l'uso di coppie di semi-pilastri e capitelli ionici. Poste alle due estremità del prospetto, ai lati del neoclassico portale e dell'apertura finestrata nella parte mediana del prospetto, definiscono la suddivisione interna in tre navate. Il campanile a base quadrata è posto sul lato sinistro dell'edificio. Suddiviso in più ordini, presenta una cupola a base ottagonale. L'interno a pianta longitudinale, si presenta trinavato con cupola all'incrocio dei bracci impostata su un tamburo poligonale .

Struttura

L'impianto è trinavato, con ampia cupola su tamburo di forma poligonale all'incrocio dei bracci.

Elementi decorativi

All'interno della chiesa sono presenti diversi marmi, tra cui altari. Ne sono esempi: la balaustra del 1789 e le colonne che sostengono il baldacchino dell'altare maggiore datate al 1786.

Facciata

La facciata divisa in tre ordini, dopo il crollo avvenuto il 31 dicembre del 1904, fu rifatta su progetto dell'ing. e arch. Enrico Pani.